Io vi ho visti, Uomini. Abbeverarvi delle mie acque quando eravate poco più che animali; e banchettare sulle sponde con carni palpitanti di sangue; erigere case e palazzi lavorando pietre strappate alla terra; e innalzare chiese e altari a prezzo di tante vite. Vi ho visti, Uomini. Conosco i tanti delitti della vostra specie, la ferocia delle continue guerre, l’altezzosa solennità di immense processioni. Ho raccolto il vostro sangue: magiaro, ottomano, ebreo, cristiano… a che servono tanti nomi? Ricordo gonfaloni e orpelli riflettersi sul mio ventre, armature e spade, forgiate per uccidere; cannoni riempire il cielo di piombo distruttore; e carri armati perpetrare inspiegabili massacri; poi, proiettili e bombe spappolarvi le membra; e urla strazianti, compresse nell’aria come gelo duro. Tanto tempo è trascorso. Alcuni hanno deportato altri, sacrificato vite ad effimeri ideali, giustificato la propria ferocia con inutili parole e gesti arroganti simili a quelli di finti dei. Avete patito pene indicibili e mescolato lacrime alle mie acque, gettato l’angoscia d’un immenso sconforto su tele e pergamene, e scolpito statue e pagine con unghie segnate di dolore e mani gonfie di cicatrici. Ho digerito corpi morenti e liquami schifosi di mille fogne, ho inghiottito rifiuti seppellendoli nel mare come tanti pensieri sublimi e infimi, di cui solo voi siete capaci. Mi avete affidato sospiri e sguardi, speranze e amori; l’infinita dolcezza di carezze struggenti s’è mescolata con la durezza ieratica di addii incomprensibili; ho vissuto tremori d’attesa e sgomenti di anime febbricitanti, milioni di baci e infiniti abbracci. Ho provato sdegno e tenerezza per atti scellerati. Io, al contrario di voi, non so dimenticare. Non fatelo, fratelli! Ricordate le dittature e la forza di quelli che avete salvato. I re e il coraggio dei cavalieri, eroi sino alla morte. Silenzio adesso, lasciate che la mia voce riempia l’aria fredda di Budapest e consegni a Dio il frutto terribile del vostro messaggio: quest’inquietante urlo di impotenza e dolore che rappresenta il frutto più alto di una discendenza dannata. Siate forti, porterò via tutto, là, oltre la foce del mare, dove le parole si perdono e l’abisso del tempo spalanca le proprie fauci di ombra. Forse, un giorno, ritroveremo ogni cosa, e la confusione della terra sparirà nell’ordine del cielo; o ci toccherà patire, e continuare, per sempre, avvinti dalle catene di uno strazio eterno. Silenzio dunque. Non ho più voglia di imitare suoni di labbra umane… è tempo di cantare il mistero di un’esistenza rubata…

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26 thoughts on “

  1. TempoPassato dicembre 14, 2006 alle 11:49 am Reply

    Stupendo….meravigliso.. sublime.

  2. Danika84 dicembre 14, 2006 alle 11:52 am Reply

    sempre molto allegro come sempre…

  3. venus4 dicembre 14, 2006 alle 1:13 pm Reply

    Pessimista, ma vera, sei veramente eccezzionale neoo descrivere, mi pareva di vedere le immagini che scorrevano….
    un bacio Vittoria

  4. kateeella dicembre 14, 2006 alle 3:24 pm Reply

    giusto un saluto superveloce!!!! ma s skype non ci sei più!

  5. venunsinblack dicembre 14, 2006 alle 3:52 pm Reply

    devo dedurne che budapest è riuscita a fare di te ciò che voleva: renderti suo schiavo…
    🙂
    sono contenta che ti sia piaciuta..
    bacio.

  6. amarantacris dicembre 14, 2006 alle 4:40 pm Reply

    ehi..

  7. FataZuccherina dicembre 14, 2006 alle 4:49 pm Reply

    Però…quella città ti donato non poca ispirazione per poter elargire una tale sentenza! Un reconto sull’umanità realistico e sincero dal quale nessuno di noi si salva!
    Complimenti…
    😀

  8. pollymagoo dicembre 14, 2006 alle 7:31 pm Reply

    Trovo una scrittura matura, e densa. L’ ispirazione è quella giusta: c’è dentro tutta la tua forza, e si sente.
    Tradotta in musica, direi: marcia trionfale… 🙂

  9. ninfeaE dicembre 14, 2006 alle 9:45 pm Reply

    Sublime capacità descrittiva e acuto realismo, io sono un’ottimista nata e un’idealista nel DNA, però questo tuo raccontare Budapest attraverso il Danubio mi ha colpito, mi incanto sempre a contatto con tanta introspezione 🙂
    Un abbraccio.
    Elena

  10. 1sognoxdomani dicembre 15, 2006 alle 10:42 am Reply

    non riesco a lasciare un commento degno di questo post… 🙂

  11. cominciare dicembre 15, 2006 alle 11:20 am Reply

    cosa riesca a farci vedere, al di là dei rumori, l’anima della storia, questo non lo so capire. ma so cosa possono vedere gli occhi di un sognatore, quando è assorto dalla meraviglia del viaggiare.

    ;-))

  12. bimbas dicembre 15, 2006 alle 5:14 pm Reply

    da quale libro è tratto questo passo? mi sembra quasi di conoscerlo… oppure lo hai scritto tu?
    Maluna

  13. parolamia06 dicembre 15, 2006 alle 6:44 pm Reply

    attraverso il racconto sembra di vedere una cartolina.

  14. Dolcelei dicembre 16, 2006 alle 7:56 am Reply

    Non si deve dimenticare mai, ne il bello ne il brutto. Le due cose insieme possono ricostruire quel che verra.
    Bacetto ^__^

  15. SorrisoSpento dicembre 16, 2006 alle 8:46 pm Reply

    me lo hai chieso e sono passata…bel blog e belle parole…

  16. ventidiguerra dicembre 18, 2006 alle 11:03 am Reply

    Bella immagine, bellissimo contributo !
    Mi complimento e ti lascio un abbraccio e un sorriso,
    felice giornata,
    Giulia

  17. Mary76 dicembre 18, 2006 alle 4:06 pm Reply

    E’ un’immedesimazione alquanto profonda verso una Terra che ha patito molto i tumulti della storia umana. Che non vuole si possa dimenticare, che vuole assurgersi a memore di ciò che è successo, che nutre ancora un po’ di rancore ma che al tempo guarda anche benevola, il risultato che potrà essere o sarà da tutto questo ‘vissuto’. Concordo con chi afferma che a tratti assume connotati di solennità ed austerità una marcia…forse non proprio trionfale ma tant’è….

    Sicuramente è una Terra che ti ha colpito e che ti è rimasta dentro…questo lo si può evincere dalla passione e dall’impeto che si cela dietro ogni periodo….di forte impatto talvolta anche visivo.

    Un saluto

  18. IrinaP dicembre 18, 2006 alle 7:04 pm Reply

    Praticamente straziante… alla fine intravedo un paradiso o un inferno, case eterne per ogni essere umano… chissà… ma che effetto ti ha fatto Budapest? Com’è andata? Cos’hai scoperto? Un bacio, c’è posta per te!

  19. angelikaramella dicembre 18, 2006 alle 10:00 pm Reply

    Un bacio Angelo.Tornero’ a leggerti con calma;-)Grazie per il buongiorno, i tuoi saluti sono sempre graditi^_^

  20. Blessy dicembre 19, 2006 alle 11:14 am Reply

    Le parole scivolano forti e ruggenti,complimenti davvero!!

    l’Oceano e i suoi abissi,quel che ci circonda è un riflesso dei nostri animi…come onda che lieve batte sulla battigia,invisibile impronta lascia di sè..ma se quell’immagine divien pietra e gemma dei nostri ricordi tutto ha senso…

    Un sorriso

  21. divinapatty dicembre 19, 2006 alle 5:43 pm Reply

    Ho scoperto per caso il tuo blog, e mi piace molto. Sai scrivere bene, ti interessi di arte e hai scritto un post (su Oriana Fallaci) che mi è piaciuto tantissimo. Alle prime parole, avevo capito che era una frase del suo libro, non lo so più, quante volte l’ho letto…Patty

  22. Dolcelei dicembre 20, 2006 alle 8:22 am Reply

    Ciao, seguirò il tuo consiglio..smackk! ^__*

  23. Mickyx81 dicembre 21, 2006 alle 8:05 am Reply

    Ciao,
    che pessimismo cosmico….. accidenti!
    Scusa il ritardo nella risposta, ma non sono stati giorni bellissimi.
    Buon Natale e buon inizio 2007…. che ti porti le novità che stai cercando.

  24. Arion2007 gennaio 10, 2007 alle 6:17 pm Reply

    Che bel paesaggio,e complimenti per il tuo blog,è molto suggestivo;

    un saluto 🙂

  25. PiccolaGliSt marzo 12, 2007 alle 3:23 pm Reply

    sono di ritorno proprio da Budapest..
    Quanta verità in questo post..

  26. tessthevampire giugno 7, 2007 alle 11:42 pm Reply

    la splendida, amatissima budapest…

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