“A volte mi dico che Satana, il quale cerca di catturare il pensiero di Dio, non soltanto questo pensiero lo odia senza comprenderlo ma lo comprende alla rovescia. Risale senza saperlo la corrente della vita senza seguirne il corso e si strema in tentativi insensati, agghiacciati, per ripetere in senso contrario tutto lo sforzo della Creazione.”

(Georges Bernanos – Diario di un parroco di campagna)

Con queste parole, il parroco di Ambricourt riassume il rapporto tra Bene e Male. Il concetto secondo cui quest’ultimo sarebbe mancata comprensione, terribile fraintendimento, non ne spiega la natura ma fornisce un’efficace descrizione. Il Male risulterebbe, tutto sommato, stupido, tremendamente imbranato nella lettura del libro della Creazione. Un problema interessante che evidenzia una contraddizione pesante del cristianesimo è quello che ne riguarda la genesi. Prescindendo dalla sua necessità (che scaturisce da una semplice separazione di opposti), l’idea di Dio come amore assoluto si scontra tragicamente con quella della sua onnipotenza. Se Dio è onnipotente, egli stesso ha creato Bene e Male e quindi non è amore assoluto. Viceversa, pre esistendo il Male a Dio, ne verrebbe negata l’onnipotenza. La dicotomia Bene Male non è banale come altre poichè riguarda dei valori morali. Potremmo tutti ardire una definizione di pieno e vuoto, luminoso e oscuro… Ma sarebbe altrettanto facile per amore e odio, bello e brutto, bene e male? Socrate sorrideva beato dei miserevoli tentativi con cui gli uomini pretendevano di rispondere a domande come questa, poichè, in riferimento a concetti tanto sfuggenti, interviene pesantemente la soggettività. Inoltre, diventa abbastanza facile lasciarsi sedurre da esempi che spieghino le idee allontanando dalla loro definizione. Bernanos, da convinto Cristiano, sposa la teoria secondo la quale il Male perverte il creato, ne fornisce una lettura “alla rovescia”. Personalmente, lego il Male all’incapacità della ragione di controllare l’istinto. Credo poco in un valore assoluto che sintetizzi l’opposto del Bene. Mi pare più logico pensare ad una ragione moderatrice dell’egoismo, questa forza cieca che stimola ogni creatura a sopravvivere a tutti, che la fa porre al centro. La santità diverrebbe, pertanto, l’opposto: sacrificio per ciascuno. La santità sarebbe trionfo assoluto della ragione sull’Io, sulla paura della morte, dell’annullamento. Non importa poi se questo comportamento trovi giustificazione ultraterrena, se sia spinto dalla promessa di un premio (il paradiso) o dalla minaccia di un castigo (l’inferno): la sua bellezza mi pare perfettamente cristallina. Bene sarebbe, dunque, trionfo dell’intelletto, forza nata dalla Natura che ne sovverte la legge fratricida tramandata dai cromosomi, sconfessando con l’arroganza tipica dell’uomo la regola che scandisce la vita di tutti gli esseri: l’istinto di sopravvivenza.

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35 thoughts on “

  1. Vallyna aprile 15, 2007 alle 9:54 pm Reply

    Questo quadro…

    il giorno che sono andata alla pinacoteca di brera era in prestito chissà in quale altro museo d’italia.
    c’ero rimasta male. volevo vederlo.

    Ma Brera è la mia destinazione..diiamo la mia meta dell’anno prossimo, e se tutto va bene..quel quadro lo potrò vedere quante volte voglio.

  2. princess06 aprile 15, 2007 alle 11:15 pm Reply

    Molti e …vasti punti di riflessione inserisci in questo tuo post e ,di conseguenza,numerosi appaiono gli interrogativi che ci possiamo porre.

    Nel Diario del parroco,così ,attraverso l’estrapolazione che hai fatto,il diavolo mi appare Essere alquanto insignificante,poichè non sa comprendere il pensiero di Dio…non riesce a seguire il corso della Vita…tende ad annullare la sforzo della Creazione

    Non è l’immagine che di Esso io ho…
    (tornerò)
    Un saluto

  3. tolstoj76 aprile 16, 2007 alle 8:40 am Reply

    Il senso dell’estratto è che il Diavolo è il solo colpevole della sua dannazione poichè la febbre di rivalsa che cova nasce de se stesso. E’ la lettura del creato “alla rovescia” che lo fa sentire estraneato e gli fa provare questo rancore sordo che diviene odio verso tutte le creature di Dio e quindi anche verso l’uomo. Ovviamente, quella che ho illustrato è una visione prettamente cristiana, forse addirittura cattolica del Male di cui Satana rappresenta l’icona.

  4. dolcementeme aprile 16, 2007 alle 10:24 am Reply

    un bacio

  5. princess06 aprile 16, 2007 alle 1:58 pm Reply

    Fin tanto che si trattasse della sua (del diavolo) dannazione…ben poco allora ce ne dovrebbe importare …
    Il suo odio ,in questa visione,quindi ,verso il creato e verso di noi, risulta sì giustificato…ma lo è esclusivamente rispetto ad un significato che può avere su di noi,contro di noi,per noi…
    Se l’azione di Dio e del demonio fossero disgiunte dall’uomo,E DALLA SUA VITA QUOTIDIANA,perderebbero immediatamente il loro senso-significato di esistenza
    Come dire :Dio e diavolo esistono soltanto perchè esiste l’uomo e su di esso scaricheranno i loro influssi
    (tornerò)

  6. tolstoj76 aprile 16, 2007 alle 4:31 pm Reply

    Ma infatti nessuno dice che sono disgiute. Più che altro il diavolo pare avere più mano libera secondo il cattolicesimo, infatti è colui che tenta, mentre Dio sta là a guardare. Francamente io ho un’idea diversa, è quella illustrata nel commento del post 🙂

  7. KChannel aprile 16, 2007 alle 5:25 pm Reply

    sono sempre stato un estimatore di quell’angelo che per non obbedire senza pensare a Dio fù cacciato per “eccesso di carattere e coscienza critika”…quindi se poi da lui nasce Satana..beh..mi ci ritrovo di +;)

  8. tolstoj76 aprile 16, 2007 alle 8:49 pm Reply

    La citazione di Milton era d’obbligo. Il tema è ricco di spunti: una delle cose che non sono mai riuscito ad accettare è che la fede non possa essere conoscenza (l’albero del peccato è l’albero della conoscenza, quello del serpente, di satana). Come se capire fosse un peccato. Il male è in questo senso meno banale del bene anche se più facile e seducente. Il bene credo sia la scelta più coraggiosa. Entrambi sono dolorosissime ma in modo diverso, il dolore è inscindibile dalla vita.

  9. princess06 aprile 16, 2007 alle 9:29 pm Reply

    Sì,il diavolo tenta,ci tenta di continuo,per questo è stato creato,senza la sua funzione di metterci alla prova,inutile sarebbe la sua esistenza,o la sua icona
    Dio non tace:parla ,con un desiderio incessante di farsi sentire anche dai sordi…basta leggere la Bibbia
    Trovo plausibile la tua idea di Male come incapacità di dominare l’istinto,ma credo sia riduttivo fermarsi a questo :)) (tornerò,posso?)

  10. bimbas aprile 16, 2007 alle 9:33 pm Reply

    ecco un libro che non ho ancora letto… ma non è mai troppo tardi 🙂
    Maluna

  11. tolstoj76 aprile 16, 2007 alle 9:48 pm Reply

    Princess, trovo il tuo concetto molto cattolico. Una volta pensavo al male come danno al prossimo, poi parlai con un appassionato di culture orientali che mi disse: male è rifiutare qualcosa di più grande per qualcosa che lo è di meno. E già questa definizione mi pare più esatta. Ho sempre cercato (e continuo a farlo) la mia definizione di male. Non importa se sia incompleta, ciò che importa è che sia ragionata e si evolva. Io non sono fatto per accettare le cose come mi vengono dette, devo smontarle e rimontarle a modo mio 🙂

    p.s. certo che puoi passare quando vuoi, mi fa piacere.

  12. princess06 aprile 16, 2007 alle 11:45 pm Reply

    Il tuo procedere è legittimo e sensato (smontare e rimontare…sì)
    Anche se …la via è più semplice e breve,ma per taluni ,la ricerca è indispensabile e questo è comprensibile

    Ps:come farò ad analizzare il tuo post se continuiamo a commentarci?
    Sorrido,tu sorridi?

  13. RiflessiRossi aprile 17, 2007 alle 7:53 am Reply

    Passata a farti visita…bhè diciamo che il tuo blog è un pokino diverso dal mio…molto piu..impegnato….complimenti…belle immagini..
    un caffè? Riflessi

  14. Dolcelei aprile 17, 2007 alle 8:08 am Reply

    Non riesco a capirlo questo parroco, di solito più si è vicini a Dio, più il male viene a tormentare..Concordo che il male in fondo sia stupido, perchè fortunatamente non vince sempre…anche quanto sembra sia cosi. Bacioni e abbracci ^_^

  15. tolstoj76 aprile 17, 2007 alle 10:16 am Reply

    Princess: sorridiamo che è meglio, così non pensiamo al groviglio che ci pende sul capo.

    Dolcelei: il parroco di Bernanos (vedrai se leggerai il libro) è un eroe, non uno di quelli che fanno voltare la testa agli uomini, che suscitano ammirazione; è un eroe che lavora nell’ombra, che risolve il male con Cristo e lo fa con dedizione totale; la sua forza è l’umiltà, il sentirsi strumento di Dio; è il vero Cristiano, che viene criticato dai colleghi e che scuote le coscienze.

  16. dipcadeave aprile 17, 2007 alle 10:37 am Reply

    Diavolo?
    é colui che interpreta, che vede le cosa a modo suo, che non si limita ad essere un seguace e vorrebbe essere il leader, il dio del suo mondo del suo destino…
    Perchè demonio, allora?
    La malvagità è nascosta in ogni nostra paura…

  17. tolstoj76 aprile 17, 2007 alle 11:15 am Reply

    dipcadeave: anche tu citi il diavolo come simbolo di autonomia, lo illumini con la forza della scelta; però non si deve dimenticare che la sua ribellione deriva dall’odio; in altri termini dal non accettare il volere del creatore; che poi il creatore sia onnipotente e dunque questo atto sia stato previsto nella sua mente, è un altro discorso… perchè qui Satana, o meglio Lucifero, diverrebbe vittima, vittima dell’esperimento di Dio, lo stesso, del resto, di cui facciamo parte pure noi.

  18. venus4 aprile 17, 2007 alle 2:08 pm Reply

    Sai mi sono chiesta sempre se il diavolo non sia una rappresentazione della dualità dell’anima e del nostro libero arbitrio…
    Comunque sei sempre affascinante nel tuo scrivare.
    Ciao

  19. tolstoj76 aprile 17, 2007 alle 2:23 pm Reply

    venus4: certo, anche questa teoria è interessante; consiglio “il signore delle mosche” di Goldwing; secondo l’autore il male è inscindibile dall’uomo.

  20. dipcadeave aprile 17, 2007 alle 2:29 pm Reply

    Quello che tu vedi come ribellione è in realtà autonomia. Non credere in dio vuol dire non dover sottostare al suo volere, non per questo si odia… Ma, d’altronde, se dio non esiste, il diavolo non esiste..

  21. Namyra aprile 17, 2007 alle 8:23 pm Reply

    Credo che tutte le grandi religioni siano una rappresentazione pedagogica del bisogno dell’uomo di credere in qualcosa che vada oltre la materialità che sperimenta ogni giorno, oltre la legge del più forte che governa la nostra vita, oltre la mondanità che stronca il nostro desiderio di eternità e di senso. Credere in Dio, in quest’ottica, vuol dire credere che esista un significato della nostra vita che va oltre la punta del nostro naso, oltre ciò che è più semplice da osservare (perchè tangibile), oltre l’inutilità di atti reiterati sino alla morte. Vuol dire vivere dando alla nostra vita un senso che ci sopravviva attraverso i nostri atti. Dio alberga dentro di noi. E’ la nostra stessa capacità di credere, di sperare, nello spirito presente in ogni essere umano, nella forza dell’anima. In quest’ottica il demonio altro non è che la rappresentazione di tutto ciò che, fuori e dentro di noi, ci spinge a vivere i nostri giorni ignorando la realtà della morte del corpo, ci rende incapaci di immaginare una vita dell’anima. Questo porta a vivere sperando di raccattare brevi fortune, perituri consensi, successi carichi di invidia. E a fare di tutto, spinti dalla disperazione, pur di ottenerli. Sant’Agostino disse che il male è il frutto di un allontanamento dal bene. Perchè non ogni uomo è disposto a voler almeno immaginare la felicità eterna. Per me aveva ragione il tuo amico orientale, caro Tolstoj.

  22. novadiana aprile 18, 2007 alle 9:38 am Reply

    Molto complesso questo discorso…bene e male, Dio li ha creati entrambi?
    L’uomo è destinato ad autodistruggersi.
    E’ iniziato tutto con il bene poi gli esseri umani non hanno resistito.
    A chi crede alla favoletta di Caino e Abele
    Male e Bene chi li ha creati dunque?

  23. tolstoj76 aprile 18, 2007 alle 10:36 am Reply

    Namyra: la definizione di S. Agostiano è cristiana, come potrebbe essere altrimenti. Il punto è che il male ha una sua necessità. Poi non sono d’accordo che esso sia solo richiamo alla terra, alla vita che finisce; sicuramente è anche questo ma è molto di più; in altri termini il male non è solo materialismo, è una religione invesa al bene, una religione dell’Io dove il bene è quella dei molti.

    novadiana: quella di Caino e Abele è solo una metafora; per il cristianesimo il male nasce dall’imperfezione dell’uomo; ma il gesto di Caino è davvero così biasimevole? Caino ha il coraggio di affrontare Dio, di infrangere un divieto, Caino vuole capire e non abbassare la testa.

  24. AdelaRamos aprile 18, 2007 alle 1:39 pm Reply

    Una tematica interessante e complessa…
    Non ho letto “Diario di un parroco di campagna”, mi è bastato “Il maestro e Margherita” di Bulgakov per forgiare la mia idea di male e di demonio.
    L’autore ne dà una rappresentazione pittoresca, incredibilmente giocosa ed affascinante, soprattutto per me che ho avuto i brividi per tutto il corpo leggendo libri come “Carrie lo sguardo di Satana” o guardando in cassetta “L’Esorcista”. Il diavolo assomiglia ad un alchimista, in grado, lui solo, di allestire spettacoli di magia nera durante i quali tutto può succedere. E’ uno sconosciuto che irrompe sulla scena improvvisamente, lancia profezie, sembra aver accumulato dentro di sé tutta la conoscenza del mondo. Arguto, sagace, teatrale… persino simpatico 🙂
    Un romanzo magistrale (un po’ lento, ma è una lentezza che si sopporta più che bene…) che svela come il male non sia mai, mai, disgiunto dall’intelligenza.
    Altro che il “male imbranato” della Creazione…! 😉

    Grazie per essere passata dalle mie parti. Torna presto a far visita al mio blog!
    Un abbraccio,
    Adela

  25. tolstoj76 aprile 18, 2007 alle 2:40 pm Reply

    AdelaRamos: ho letto “Il maestro e Margherita” un libro frizzante ed innovatore. E’ carina la compagnia del diavolo, così assortita, con quel gattone nero enorme poi. Poi interessante la figura del demonio che getta scompligio tra gli uomini, che ha questa sorta di potere assoluto.

  26. venus4 aprile 19, 2007 alle 2:47 pm Reply

    Il Signore delle mosche è un libro che ho letto e mi è rimasto impresso, e se ci rifletti fà un pochino male al cuore….
    Ciao e un bacione

  27. pinkypinky aprile 20, 2007 alle 9:21 am Reply

    Vado….ma resto

    Un bacio nel vento…* 
     ….a presto!

  28. infinityfuture aprile 20, 2007 alle 10:41 am Reply
  29. tolstoj76 aprile 20, 2007 alle 10:57 am Reply

    infinityfuture: credo che nel disegno che citi tu, ossia quello prettamente cristiano, il dilagare del male fosse calcolato; infatti Satana è definito “il principe di questo mondo”, cioè di quello terreno mentre Cristo lo è dell’altro; doveroso ricordare che la giustizia divina diverrà atto dopo la fine del mondo; il prezzo della sua incertezza è l’eternità; per Pascal “il gioco vale la candela”. Ricorda inoltre l’apocalisse di Giovanni, in cui proprio il dilagare delle tenebre sancisce l’appressarsi della fine del mondo.

  30. utente anonimo aprile 22, 2007 alle 2:55 pm Reply

    Leggo il tuo blog e lo trovo molto interessante, considerati gli argomenti trattati affatto pesante da leggere. Complimenti

    Flam

  31. Sinforosa72 aprile 23, 2007 alle 9:27 pm Reply

    Il Cristo del Mantegna, un quadro da vertigine.

  32. luciamerli maggio 1, 2007 alle 10:16 pm Reply

    gia’ il male non come contrario del bene, ma come contraffazione del bene, difficile da identificare, ingannatore..se fosse male assoluto la nostra natura lo respingerebbe.
    san giovanni parla del lupo col volto di agnello per ingannare i popoli..
    ciao

  33. artista06 maggio 30, 2007 alle 1:48 pm Reply

    bellissimo il quadro! io l’ho visto a mantova ma solo attraverso la webcam cmq è davvero stupendo!
    bello il blog!
    ciao

  34. zephyra giugno 18, 2007 alle 10:04 pm Reply

    Questo dipinto mi sgomentava da bambina. però è bellissimo.

  35. MrsGodoor gennaio 9, 2008 alle 12:40 pm Reply

    Il male è stupido? Il male è naturale (Sade) non costa fatica, il Bene è sempre frutto di un qualche sforzo, controllo, castrazione, aborto, detta così i santi dovrebbero essere persone oltremodo represse.

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