“(…) perchè tanto spesso ciò che è volgare sembra destinato ad appropriarsi di ciò che è più fine, l’uomo sbagliato della donna, e la donna sbagliata dell’uomo – questo è qualcosa che molte migliaia di anni di filosofia analitica non sono ancora riusciti a spiegare al nostro senso dell’ordine.”

(Thomas Hardy – Tess dei d’Urberville)

La risposta è implicita alla domanda e si racchiude nel possessivo “nostro” che attribuisce agli uomini un “senso dell’ordine” evidentemente molto diverso da quello della Natura. Tess, l’eroina indiscussa dell’opera di Hardy, incontra il proprio destino fatto carne: è Alec d’Urberville, l’uomo che i genitori sperano diventi suo marito, vantando una discendenza che si muterà in colpa. La ragazza subisce una violenza terribile da parte di un individuo che odia, cui segue l’abbandono e la nascita di un bambino che morirà prematuramente; il verdetto del mondo è spietato, straripante di finto buonismo (lo stesso oggi tanto di moda): la giovane è perduta. Da questo episodio una fitta serie di eventi narrati con tutta la maestosità e l’autorevolezza di cui un grande autore dell’Ottocento possa essere capace. Hardy racconta con precisione e rigore gli episodi del romanzo, suggerendo al lettore il vero senso della storia, la morale della ballata che incanta come una parabola: il pagamento per una colpa “[fondata] su qualcosa di così poco tangibile come un senso di condanna per una legge arbitraria della società che non [ha] fondamento nella natura”. E’ la morale, la “nostra” morale umana, cieca e ottusa, che fa scontare ad una creatura innocente il peccato di cui è stata vittima. Come non amare la povera Tess in cui ogni pregio si trasforma in fonte di dolore? Come non intenerirsi per il suo orgoglio di ragazza moderna, che affronta a testa alta un fato collerico e vile? Un grande tributo alla donna, alla sua emancipazione, un impietoso affresco verista che ricorda l’analisi chirurgica di Verga, un atto di condanna verso ogni sovrastruttura umana dietro cui si nasconde l’ipocrisia di ragioni incomprensibili come nelle più belle opere di Tolstoj. Un libro coraggioso, lucido, intenso, da leggere nei crepuscoli di primavera, immersi nella stessa Natura che partecipa alla corale ricostruzione dell’autore.

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29 thoughts on “

  1. novadiana maggio 23, 2007 alle 11:39 am Reply

    Caspita mi hai fatto venire voglia di leggerlo, mi sa che provvederò al più presto

  2. nicoleperrone maggio 23, 2007 alle 4:37 pm Reply

    Da leggere…
    Un abbraccio

    Nicoletta

  3. lullubay maggio 23, 2007 alle 8:46 pm Reply

    …io amo il micro cosmo…le sovrastrutture e le definizioni di genere date dagli uomini per racchiudere altri uomini…incuriosita…grazie.
    un abbraccio leggero…

  4. SparklingGirl maggio 24, 2007 alle 8:11 am Reply

    Purtroppo in molti casi ci sono donne che ancora oggi sono costrette a viverla allo stesso modo…
    Il libro sembra interessante, vedrò di recuperarlo e leggerlo.
    buona giornata!

  5. lamagia maggio 24, 2007 alle 8:47 am Reply

    mi piace….
    romina…

  6. venus4 maggio 24, 2007 alle 9:05 am Reply

    Sei affascinante nello scrivere, non riesco a staccare gli occhi fino che non arrivo all’ultima parola.
    Ciao

  7. UniTuran maggio 24, 2007 alle 10:48 am Reply

    è un libro che non ho mai letto, prenderò nota, sarà uno dei prossimi

  8. LadySouls maggio 24, 2007 alle 5:54 pm Reply

    Il senso di colpa dettato dalla società in cui viviamo è semplicemente una cosa assurda…

  9. ladilunaa maggio 25, 2007 alle 5:25 am Reply

    l’unica via d’uscita dell’essere umano nella prevaricazione( sia esso figura femminile o no,sia essa giudicata colpevole o no)è la libertà del proprio io.Certezze che si costruiscono faticosamente,entrando nel proprio microcosmo ed assaporando ogni tipo di bellezza spirituale ,artistica, naturale,che fortunatamte la vita concede a piene mani.Inutile aspettarci giustizie dal fato o da ciò che di definisce “il Mondo”.
    Ti ringrazio per la forma meditativa che le tue parole mi hanno aperto.
    Feliz dia

  10. mariella1981 maggio 25, 2007 alle 9:48 am Reply

    complimenti!scrivi davvero bene, sia nella forma che nel contenuto!

  11. MlleSatin maggio 25, 2007 alle 1:11 pm Reply

    “…un atto di condanna verso ogni sovrastruttura umana dietro cui si nasconde l?ipocrisia di ragioni incomprensibili…”

    ma sono quelle sovrastrutture che noi partecipiamo a perpetuare ogni giorno

    un bacio

  12. illlo maggio 25, 2007 alle 5:18 pm Reply

    e… i potenti mezzi come il DONNA RACHELE… contro i TERRIBILI mimimmi 🙂

  13. FEOWYN maggio 26, 2007 alle 9:48 am Reply

    hardy mi piaceva un sacco.avevo letto tess ai tempi del liceo…molto bello.anche se io preferivo jude the obscure

  14. robcapponi maggio 26, 2007 alle 3:20 pm Reply

    hai incurisito anche me, e dire che ce ne vuole…

  15. popfil maggio 26, 2007 alle 5:03 pm Reply

    …credo sia possibile trovare delle “risposte” in Nietzsche.

  16. illlo maggio 27, 2007 alle 10:29 am Reply

    non era un commento relativo a quello che hai scritto tu, ma una semplice frase e un riferimento al film di fascisti su marte

  17. Stre maggio 27, 2007 alle 2:36 pm Reply

    Un bacio,scrittore.

  18. bbina maggio 27, 2007 alle 3:01 pm Reply

    eccomi……..molto bella!!!!non riuscivo a non leggerla!!!!……..e tu sei un grande poeta!!!!……..tvb bbina

  19. dollyboop maggio 28, 2007 alle 10:33 am Reply

    non conosco…ma provvederò…!!

  20. BeaBeatrix maggio 28, 2007 alle 4:35 pm Reply

    Forse la filosofia analitica non ce lo sa spiegare, ma la fisica sì: l’ordine è contro natura (II principio della termodinamica), noi rispecchiamo l’universo, l’entropia tende ad aumentare anche nei rapporti umani secondo me!
    ciao.

    Bea

  21. utente anonimo maggio 28, 2007 alle 5:44 pm Reply

    Analisi chirurgica in Verga?
    Ahi ahi…aveva una sana, saggia fobia dei sentimenti.Ma non stiamo certo parlando di Zola, memento.
    A*

  22. infinityfuture maggio 29, 2007 alle 11:04 am Reply
  23. tolstoj76 maggio 29, 2007 alle 11:13 am Reply

    infinityfuture: non credo che l’uomo sia succube; direi semplicemente che chi crede in certi valori diventa vittima di chi questi valori non li ha o ne persegue diversi ma dice il contrario; penso che questa regola valga al di là della differenza tra sessi; poi le donne sono abilissime nell’usare il sesso a loro vantaggio, molto più degli uomini… la verità è, forse, che l’istinto condiziona profondamente i nostri comportamenti e lo farà sempre perchè in parte siamo animali.

  24. tessthevampire giugno 6, 2007 alle 9:45 pm Reply

    ciao!
    come puoi intuire ho amato moltissimo questo libro e mi è molto piaciuto il tuo commento…
    posso citarlo sul mio blog, ovviamente con adeguati credits e link al tuo?
    è davvero interessante, complimenti!
    tess

  25. LAfricanA giugno 8, 2007 alle 2:15 pm Reply

    L’amore è inquietudine,
    la coppia si scopre e si riconosce a letto, nella complementarità che consente uno scambio continuo, che implica diversità,
    la donna sbagliata, l’uomo sbagliato, sono semplicemente gli opposti che si attirano.

    …ricordando le parole di un caro amico!!

  26. Shana85 giugno 12, 2007 alle 10:26 pm Reply

    Splendido libro. Come stai Angelo? è da un pò che non ci sentiamo! Un bacione!
    Shana

  27. lavocedinarciso giugno 16, 2007 alle 9:42 am Reply

    Corollario

    “(…) Di tutto quanto è scritto amo solo quello che uno scrive con il proprio sangue.
    Scrivi col sangue e apprenderai che il sangue è spirito.
    Non è facile capire il sangue altrui: io odio quelli che leggono da oziosi.
    (…) Chi scrive in sangue e sentenze non deve essere letto, ma imparato a memoria.
    Le sentenze debbono essere vette.
    E coloro per i quali sono pronunciate debbono essere Grandi.”

    Da “Così parlo Zarathustra” di Friedrich Nietzsche

  28. CletaEChidna luglio 31, 2007 alle 11:17 am Reply

    Sto leggendo “Tess dei d’Urberville” proprio in questi giorni e quel brano che hai postato ha colpito tanto anche me… un saluto

  29. desdemona00 ottobre 23, 2007 alle 3:58 pm Reply

    Hardy l’ho analizzato attraverso Jude the Obscure…una lotta (intellettiva) dall’ inizio alla fine per staccarsi da quello che era “il perbenismo fatto di vuoto”* dell’ epoca vittoriana.

    * citazione da Dio è Morto del grandissimo F. Guccini

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