“Chi aspira solo a procurarsi ricchezza e forza,
piuttosto che veri amici, non pensa da saggio”

(Euripide – Eracle)

Euripide verga con questi versi il finale di una delle sue tragedie più belle. Creonte, padre di Megara, moglie di Eracle, viene ucciso da Lico, che ne usurpa il trono. L’eroe, famoso nel mondo antico per aver affrontato le dodici fatiche, invocato dal vecchio padre e dalla sposa, torna dall’Ade (il regno dei morti) e uccide Lico, ma un tragico destino incombe sulla sua discendenza. In quanto figlio illegittimo di Zeus, egli è odiato da Era che ordisce e mette in atto una tremenda vendetta. In preda alle arti di Lissa, la follia che acceca gli uomini, Eracle stermina i propri figli e, ritrovato il senno, pensa di uccidersi. Ma in soccorso interviene Teseo: “ora hai bisogno di amici”, dichiara l’eroe, offrendogli il sostegno necessario per affrontare il rimorso. Euripide racconta, ancora una volta, l’universale parabola degli uomini alle prese con la loro fragilità, con la seducente tentazione di abbandonarsi alla pazzia e rinunciare ad un’esistenza impossibile da sostenere. Dopo il disastro, due opzioni: la morte (e la fuga) o la vita (e l’espiazione). E’ facile gettare la spugna, cercare nell’oblio la soluzione di ogni male: il dolore è un tarlo che acceca; ma anche una luce che illumina. Possiamo subirlo a diventarne vittime o costringelo a servici e renderci migliori.

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50 thoughts on “

  1. bustha2kylla luglio 9, 2007 alle 3:10 pm Reply

    se questo sia egoismo ben venga.. quello che ti posso dire è “respect” sempre e non hai nulla da temere.. come puoi paragonare tutte le persone in modo uguale..le esperienze ti cambiano, la tua vita ti fa essere quello che sei..nel senso che se sei nato in periferia non puoi vivere in un castello.e questa è la realtà!penso di essere abbastanza coerente con le mie “morali” o meglio dire opinioni..e va bene così!! :- ) skill-skilled-killa

  2. robcapponi luglio 9, 2007 alle 3:46 pm Reply

    non mi aspettavo un’incursione nella tragedia greca, e per questo è ancora più apprezzata.

  3. Josline luglio 9, 2007 alle 8:46 pm Reply

    mi intrometto nella discussione solo per dirti che il pensiero finale che hai lasciato nel post è da brividi!

  4. tolstoj76 luglio 9, 2007 alle 9:06 pm Reply

    Josline: la domanda è: il dolore ha un senso? è utile? necessario? Io credo di sì; però produce effetti incredibilmente diversi sulle persone: c’è chi si chiude in se stesso e chi cresce; penso che sia un sentimento inscindibile dall’uomo… allora tanto vale farlo diventare un momento di crescita.

  5. Josline luglio 9, 2007 alle 9:11 pm Reply

    commossa!

  6. Reefer luglio 10, 2007 alle 1:06 am Reply

    Complimenti per questo spazio così ricco di contenuti e riflessioni… Penso che passerò a trovarti spesso,

    a presto

    Rivka

  7. Ventisettenne luglio 10, 2007 alle 11:23 am Reply

    Quanta innegabile verità in queste parole…

  8. Ifigeny luglio 10, 2007 alle 7:18 pm Reply

    Meglio costringerlo a servirci, ma non è sempre facile… puoi costringere il dolore a migliorarti solo quando lo hai superato e accettato…

  9. tolstoj76 luglio 10, 2007 alle 8:32 pm Reply

    Ifigeny: sicuramente a caldo il dolore lacera; è in un secondo momento che va usato; spesso, purtroppo, abbiamo la tendenza a dimenticare…

  10. YleY luglio 11, 2007 alle 4:14 am Reply

    Anche il piacere può essere un tarlo che acceca, o una luce che illumina. Anche il piacere possiamo subirlo, diventarne vittime o costringerlo a servirci e migliorarsi. E anche l’amore. E poi la sofferenza. Forse anche la vita…
    Anche un coltello è uno strumento in mano nostra: dipende da noi il risultato dell’uso che ne facciamo, può far tutto ed il contrario di tutto.
    Cacchio, che potere abbiamo, eh?
    Un bacio*

  11. bbina luglio 11, 2007 alle 8:17 am Reply

    parole bellissime e profonde!!!!penso che la fiducia bisogna coltivarla……..e una volta coltivata la otterrai!!!;)…….baci by bbina

  12. magazoe luglio 11, 2007 alle 1:11 pm Reply

    hai visto che ho fatto un giro come promesso….!

  13. tolstoj76 luglio 11, 2007 alle 2:01 pm Reply

    YleY: sì, sono d’accordo; piacere e dolore hanno un comportamento simile… forse la verità è semplicemente che per tutto ci vuole disciplina…

    bbina: è vero, si deve curare la pianta delle fiducia; penso che alla fine comportandosi da egoisti si finisca per pagare; almeno nella mia esperienza è così…

  14. sorgeredelsole luglio 11, 2007 alle 4:04 pm Reply

    ciao…sono passata a trovarti,,un bacio

  15. dizaon luglio 11, 2007 alle 4:43 pm Reply

    Eracle fu osservatore…le sue parole sono sagezza…ma da quanto tempo l’uomo è così egoista ??? e non impara mai…

  16. tolstoj76 luglio 11, 2007 alle 8:18 pm Reply

    dizaon: l’uomo non impara mai perchè comincia sempre da zero e le esperienze degli altri non lo convincono; l’uomo è il genere di creatura che impara solo dagli errori che paga sulla propria pelle; è per questo che con le dovute differenze seguiamo tutti un percorso comune.

  17. dizaon luglio 11, 2007 alle 8:25 pm Reply

    beh anche chi sbaglia non impara…diciamo che ci sono sempre gli irreducibili che nonostante tutto non potranno mai imparare…

  18. utente anonimo luglio 11, 2007 alle 8:28 pm Reply

    Ti ringrazio Angelo, perché la citazione e il tuo commento mi hanno aiutato.
    Un saluto affettuoso Carla-eidedie

  19. tolstoj76 luglio 11, 2007 alle 8:56 pm Reply

    dizaon: forse nessuno di noi impara mai veramente…

    Carla-eidedie: sono io che ringrazio te, perchè sei tu che mi hai convinto ad aprire questo blog.

  20. BellaDiGiorno luglio 12, 2007 alle 10:13 am Reply

    Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
    (De Andrè)

    E?

  21. tolstoj76 luglio 12, 2007 alle 11:25 am Reply

    BellaDiGiorno: Via del campo… bellissima!

  22. bimbas luglio 12, 2007 alle 2:02 pm Reply

    Vorrei poter attuare la seconda, ma purtroppo molto spesso incappo nella prima condizione… 😦
    Maluna

  23. martaditutti luglio 12, 2007 alle 4:45 pm Reply

    Grazie della visita.
    …VIENI…ancora da me…
    MARTA

  24. mary17 luglio 12, 2007 alle 8:42 pm Reply

    quanta attenzione e saggezza nelle tue parole….smack, smack, piacere di conoscerti….mary

  25. infinityfuture luglio 13, 2007 alle 11:04 am Reply
  26. tolstoj76 luglio 13, 2007 alle 11:18 am Reply

    infinityfuture: Proust dice che quando soffriamo ci preoccupiamo solo di offrire al colei o colui che ci fa soffrire l’immagine più tenera del nostro dolore; lo facciamo per impietosire, nella speranza di un ritorno; sì, il nostro dolore non si analizza… del resto è questo che avvince della letteratura, il tentativo si sezionare i sentimenti, di studiare le reazioni umane come se fossero riproducibili in un laboratorio dove tutto è semplificato.

  27. altavillat luglio 14, 2007 alle 7:59 am Reply

    Sagge parole….ogni commento mi sembra inutile, lì c’è racchiusa quasi tutta la mia filosofia di vita. Gran bel blog complimenti A

  28. altavillat luglio 14, 2007 alle 11:04 am Reply

    Ops ma come ho scritoo saggie? scusa per la fretta………A

  29. Sendo84 luglio 14, 2007 alle 1:08 pm Reply

    stupendo… semplicemente stupendo!

  30. coaloalab luglio 17, 2007 alle 4:52 pm Reply

    Non posso che essere d’accordo con queste parole sublimi.
    Dolore-crescita.
    Però il problema della morte c’è, anche con gli amici, che non possono essere d’ausilio.
    Scusa il tono un po’ confuso. Stavo navigando tra amici blogger e non pensavo di centrare la mia giornata su pensieri di Euripide.
    Be’, non posso che invitarti a visitare il mio Tolstoj (Il mio ultimo post).
    Argomento diverso, ma devo proprio segnalarlo. Anche in questo spazio.
    Mi fa sempre piacere leggerti.

  31. margheritanera luglio 17, 2007 alle 10:07 pm Reply

    ..è così labile il confine fra la ragione e la follia..perchè scegliere? è troppo breve la vita per non lasciarsi andare alle emozioni, troppo breve per spezzarla cercando di vivere solo di queste…voglio indugiare per sempre fra gioia e dolore, mi fa sentire così viva…

  32. tolstoj76 luglio 18, 2007 alle 9:20 am Reply

    margheritanera: la follia è solo una convenzione con cui gli uomini definiscono le persone più originali; per quanto riguarda l’indugiare tra gioia e dolore, direi che è inevitabile… anche se la vita propende per il secondo a discapito della prima.

  33. IrinaP luglio 18, 2007 alle 9:59 am Reply

    “E? facile gettare la spugna, cercare nell?oblio la soluzione di ogni male: il dolore è un tarlo che acceca; ma anche una luce che illumina. Possiamo subirlo a diventarne vittime o costringelo a servici e renderci migliori.”

    Saggio. Ma non c’era bisogno di scomodare Euripide e tanti paroloni… pensa che da ignorante che sono in materia l’ho scritto anch’io e tante persone che non scrivono e non si chiamano Euripide forse lo sanno meglio di noi… scusami, non voglio offenderti… ma i tuoi post, seppur interessanti, stanno diventando un po’ noiosi… umile parere personale… non che i miei siano fantastici, forse solo più fantasiosi… e tu di fantasia ne hai. Mah… scelte.

  34. tolstoj76 luglio 18, 2007 alle 10:38 am Reply

    IrinaP: ogni tanto qualche critica fa anche piacere! 🙂 Cmq, il blog parte da cose che leggo o mi emozionano particolarmente. In questo periodo ho letto Euripide e ho trovato lo spunto per parlare di un tema che è molto delicato. Quanto ai paroloni, non sono poi così “oni”; sono le parole che usa la stampa o che trovi nei libri in testa alle classifiche ad essere, spesso, “paroline”; la mia è una scelta stilistica… che qualcuno critica e ad altri piace. Ma come si dice, il mondo è bello perchè è vario! Mi sono sentito spesso dire: ma ti credi di essere Manzoni? No, non mi credo nessuno, scrivo come voglio e come credo sia bello. Tutti criticarono Proust per i suoi periodi lunghissimi e anche adesso a molti non piace, non per questo la sua opera rimane meno degna di nota. Poi per un autore è importante trovare uno stile che sia originale e riconoscibile: se ascolti i pink floyd sai che quello è il loro sound; se ascolti cristina aguilera e britney spears credi ci sia tanta differenza?

  35. IrinaP luglio 18, 2007 alle 11:14 am Reply

    W i Pink Floyd! 🙂

    Ribadisco che il mio commento non voleva esser offensivo…

    “paroloni” nel tuo blog si leggono eccome. sparsi qua e là. E non dire di no! La tua poesia sull’antologia del manuale di mari mi sembra piuttosto elaborata e complessa, più di quanto sia in grado io!

    Ora vieni tu a leggere la mia risp sul mio blog!

    Bacio

  36. IrinaP luglio 18, 2007 alle 11:24 am Reply

    Ah… tra l’altro… hai commentato la poesia sbagliata… prova a leggere (rileggere, perchè la prima pesante versione l’avevi già letta tempo fa) il Cammino della Vittima, quella in arancione. E’ un po’ lunga ma spero di averla migliorata… in fondo è nata come brainstorming… le critiche sono ben accette!

  37. Batsceba luglio 19, 2007 alle 8:45 am Reply

    leggo qua e là, per conoscerti
    -a parte tutte le riflessioni esistenzialfilosofiche se potessi evitarlo, il dolore, … 😉
    peace and love

  38. tolstoj76 luglio 19, 2007 alle 9:35 am Reply

    Batsceba: tutti, se potessimo, eviteremmo il dolore; forse, per nostra fortuna, non ci è dato farlo; un dato della mia esperienza è che chi ha sofferto poco si rivela insensibile e cinico.

  39. Batsceba luglio 19, 2007 alle 3:09 pm Reply

    già, ma conosco persone che soffrono che non sono migliori.
    lo ripeto, se (se) potessi evitarlo, ti assicuro lo eviterei volentieri 🙂

  40. Darkadia luglio 20, 2007 alle 7:31 am Reply

    Ciao, grazie x l’invito. Verrò qui spesso ad ascoltare consigli sulle letture. Baci

  41. ladyy luglio 20, 2007 alle 11:13 am Reply

    Il dolore, la sofferenza fanno capire tante cose…
    fuggire a tutto questo sarebbe molto più semplice e facile…
    ma affrontarli aiuta a crescere.
    Grazie del tuo messaggio ma a volte leggo e non ho tempo di rispondere,
    spero tu non me ne voglia:D
    Lady A.

  42. IrinaP luglio 20, 2007 alle 12:48 pm Reply

    Evitare il dolore? Vabbè… niente masochismo… ok… ma se capita (perhè fa parte del gioco della vita) con tanta paura da pisciarmi addosso e frignare ogni due nanosecondi… io mi ci butto a capofitto… perchè talvolta è catartico… ciao, sono tornata per augurarti buona estate, se ti va passa da me a “guardare” l’ultimo mio post per ridere un po’ (sperando che ti piaccia… ci vuole qualche risata “SvuotaMente”, non solo riflessioni!)… a prestooooo! 😉

  43. tolstoj76 luglio 20, 2007 alle 12:54 pm Reply

    ladyy: eppure molti fuggono!

    IrinaP: vero, si deve anche svuotare la mente… se no si rischia di sembrare un po’ barbosi; molti pensano che io passi la vita a filosofeggiare, in realtà il blog è solo una parte di me 🙂

  44. PearlTear luglio 21, 2007 alle 3:45 pm Reply

    Che bello!!!Grazie per l’invito…verrò quì a leggere i tuoi saggi post!!!Sai ke io adoro Tolstoj e una parte della letteratura russa???Vabbè, a presto..ciao:)

  45. VintageViolence luglio 30, 2007 alle 11:24 pm Reply

    ahah amici…

  46. flameonair luglio 31, 2007 alle 7:18 am Reply

    Il dolore è la cosa più vera che troviamo e viviamo in questa vita. Ci accompagna nei momenti cruciali, la nascita, gli amori e gli amici che deludono, la malattia e la morte. Se vogliamo vivere dobbiamo sapere che sarà il nostro compagno piu’ fedele, cercare di conoscere noi stessi anche attraverso di lui, e rubare e regalare quanta piu’ gioia ci sarà possibile, perche’ almeno la nostra vita abbia un senso personale.
    P.S. “le braci” è davvero magnifico, grazie del consiglio.

  47. devcloudy agosto 6, 2007 alle 1:40 pm Reply

    Ancora dai classici ci arriva una lezione da apprendere sempre:l’esperienza del dolore. Confesso che questa tragedia non me la ricordavo, le mie preferite sono Medea e Le Baccanti, però con questa c’è in comune l’uccisione dei figli. A volte penso che il crimine immane contro i figli sia anche una metafora del crimine estremo e del conseguente atroce dolore che coinvolge tutto il tessuto sociale. Penso infatti che nel teatro greco (e non solo greco) i crimini e la sofferenza non siano esclusivamente individuali, coinvolgono tutta la società. AL solito scrivo di getto, ma non voglio rileggere, altrimenti cancello. Bel post
    D.

  48. chiccama settembre 1, 2007 alle 8:42 am Reply

    il vivere l’esperienza del dolore credo sia un fatto individuale e molto personale, a volte rende piu’ generosi, a volte rende piu’ duri e pronti a colpevolizzare che non ha sofferto come noi pensiamo.
    ho sempre amato molto Euripide, straordinario narratore dell’animo”, tuttavia l’ide della vita come espiazione, mi va molto stertta!!!
    chicca

  49. LadyOfOranges marzo 20, 2009 alle 2:25 pm Reply

    Qualcosa dovevo commentarla necessariamente, mi stavano prudendo le mani! Avendo i tempi stretti ho dovuto fare una scelta, che inizialmente stava per cadere sul buon Pico, poi è stata solleticata dal vecchio Federico Nietzsche ed infine è approdata qui, su questo tragediografo di cui ho cominciato ad interessarmi proprio suggestionata dal suddetto uomo senza patria (e, sì, anche senza Dio!) che pensa vicino a me mentre leggo la sua Nascita della tragedia.

    Vorrei farti una domanda… Secondo te, può esistere una sintesi tra le due opzioni? Tra la fuga e l’espiazione?

  50. sasdy novembre 9, 2009 alle 6:05 pm Reply

     Penso che Euripide sia stato uno dei più grandi autori di tutti i tempi. Quando ho letto le Baccanti, me ne sono perdutamente innamorata, tutt’ora è uno dei miei libri preferiti. 

    Hai dei buoni gusti! ^^

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