“Paule si alzò e sorrise; il suo viso ridivenne umano; posò le mani sulle spalle di Henry, una guancia contro la sua guancia: – Tu potresti fare a mano di me?
– Sai bene di no.
– Sì, lo so – disse gaiamente. – Anche se mi dicessi il contrario, non ti crederei -. Se ne andò nel bagno.
Era impossibile abbandonarle, di tanto in tanto, una frase incoraggiante o un sorriso. Ed ella imbalsamava queste reliquie nel proprio cuore, ne spremeva miracoli quando per caso la sua fede vacillava. “In fondo, malgrado tutto, ella sa bene che non l’amo più”, si disse Henry per rassicurarsi.”

(Simone de Beauvoir – I Mandarini)

E’ una storia d’amore in frantumi quella tra Henry e Paule, protagonisti de “I Mandarini”. Lei innamoratissima, lui sempre più distante. Perchè il sentimento finisce? Impossibile dirlo. Eppure tutte quelle cose che amava, pian piano, Henry comincia a detestarle; le piccole attenzioni adesso lo irritano; la dedizione con cui Paule gli sacrifica la vita diviene un patetico ricatto. Così mutano i rapporti tra gli uomini, secondo disegni insondabili. E tutto muore:

“Paule aveva creduto ai suoi giuramenti d’eternità e al miracolo d’essere se stessa; era di questo, probabilmente, che [Henry] s’era reso colpevole: quando l’aveva esaltata oltremisura, per ridurla poi troppo lucidamente alle sue proporzioni reali. Sì, c’erano stati torti da una parte e dall’altra; ma la questione non era lì: la questione era di uscirne.”

(Simone de Beauvoir – I Mandarini)

Come uscirne? A poco a poco, naturalmente; aumentando sempre più il proprio distacco. Ma chi ama muta il significato dei gesti trovando improbabili appigli per continuare a sperare. Ed Henry diventa spietato, dice basta con una durezza sempre maggiore, una durezza che non gli appartiene. L’amore si sbriciola in una miriade di piccole crudeltà quotidiane. L’unica soluzione, per Paule, è uccidere la persona che era, seppellirla in un oceano di cose futili e ricominciare tutto d’accapo, cercando di non impazzire.

Queste vicende si intrecciano, nel romanzo, con quelle di Anne, alter ego dell’autrice, e di Robert, in cui è impossibile non riconoscere il filosofo esistenzialista Sartre. L’azione si svolge in un dopoguerra carico di speranze e risentimenti; la politica domina i discorsi degli intellettuali; passioni, amori, delusioni e sogni si mescolano in un equilibrio perfetto. Non si parla mai di valori assoluti, immortali, perchè nulla lo è, nulla è assoluto o immortale. Che senso ha l’eternità per chi sa d’essere destinato a sparire per sempre? Il silenzio inghiottirà le vite dei protagonisti come quelle di tutti gli uomini. Eppure, i Mandarini, con l’ardore e l’arroganza degli esseri più audaci, strappano alla vita qualche goccia di miele, scontandola in oceani di fiele e dolore. E respirano, e vivono, giorno dopo giorno, aggrappandosi alla reciproca presenza, senza smettere di sognare, sino all’ultimo, per contribuire, come possono, al progresso umano, all’evoluzione più alta della specie. Alla fine, quando la vecchiaia travolge ogni illusione, è ancora necessario continuare a sperare e sforzarsi di scorgere un po’ di luce nel futuro ignoto. Solo questo può salvare chi ha rinunciato a Dio, chi l’ha confinato in un angolo di cielo decidendo che la sua eventuale esistenza non lo riguardi.

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50 thoughts on “

  1. flameonair agosto 3, 2007 alle 10:59 am Reply

    Non ho mai conosciuto sentimenti affettivi che non finiscano miseramente purtroppo..Le frasi “Paule aveva creduto ai suoi giuramenti d?eternità e al miracolo d?essere se stessa; era di questo, probabilmente, che [Henry] s?era reso colpevole: quando l?aveva esaltata oltremisura, per ridurla poi troppo lucidamente alle sue proporzioni reali” e “Paule aveva creduto ai suoi giuramenti d?eternità e al miracolo d?essere se stessa; era di questo, probabilmente, che [Henry] s?era reso colpevole: quando l?aveva esaltata oltremisura, per ridurla poi troppo lucidamente alle sue proporzioni reali” sono un cardine nei comportamenti “umani” in questi casi. Ci vorrebbe almeno il rispetto per ciò che è stato, senza rancori ma senza far passare la “vittima” di un abbandono nella causa dello stesso, così, tanto per alleggerirsi dal peso…

  2. tolstoj76 agosto 3, 2007 alle 12:34 pm Reply

    flameonair: purtroppo è verissimo ciò che dici… già il rispetto sarebbe tanto… ma è forse la parola meno conosciuta del vocabolario umano.

  3. flameonair agosto 3, 2007 alle 1:12 pm Reply

    Naturalmente la seconda delle citazioni quotate voleva essere “Eppure tutte quelle cose che amava, pian piano, Henry comincia a detestarle; le piccole attenzioni adesso lo irritano; la dedizione con cui Paule gli sacrifica la vita diviene un patetico ricatto.” che mi sembra assolutamente perfetta. Ma nella solita fretta a cui sono costretta ho duplicato la prima. Comunque son riuscita ad esprimere l’amarezza e la disillusione sull’argomento.
    😉

  4. Verneja agosto 3, 2007 alle 5:39 pm Reply

    Eccomi a te.Grazie dei complimenti.Io non ho vecchie relazioni da chiudere.Non ho mai dato loro il tempo d’invecchiare.Ma il libro mi piace.Oh se mi piace…

  5. balacobaco agosto 3, 2007 alle 6:13 pm Reply

    Di recente ho riletto “Memorie di una ragazza perbene” della Beauvoir, la sua autobiografia. Una perla.

  6. Elenabowie agosto 3, 2007 alle 10:44 pm Reply

    Non dev’essere il libro per me al momento…ho appena imparato a tirar fuori la dignità e non persistere ed aggrapparmi disperatamente a nessuno..

  7. Aethelreda agosto 4, 2007 alle 2:12 pm Reply

    Ehilà! Com’è piccola splinder!

    Ciao!

  8. devcloudy agosto 5, 2007 alle 9:26 am Reply

    Questa citazione mi ricorda un famoso episodio di “Anna Karenina”.
    Vronski, durante la colazione mattutina in compagnia di Anna si accorge di provare un grande fastidio nell’udire il lieve rumore che fa Anna mentre sorseggia il suo the.
    Un amore finito trasforma la quotidianità in meschina banalità
    Devcloudy

  9. trasantiedemoni agosto 6, 2007 alle 9:33 am Reply

    “jean Paul Sartre e Simone de Bovoire
    s’incontravano in un bar
    lui le offriva un caffè
    lei voleva un fernet…”
    (Da una canzone di David Riondino)

    🙂

  10. sorgeredelsole agosto 7, 2007 alle 2:13 pm Reply

    ciao e da moltomche non passo a trovarti..come va? un bacio a presto..

  11. Caliel agosto 7, 2007 alle 7:44 pm Reply

    Dovrei leggerlo?Farebbe bene,a me che non ho più nulla,sapere di costoro che nonostante tutto vanno avanti?
    Forse sì,forse no…forse lo cerco.
    Di sicuro,nonostante non mi sia stato dispensato neanche un po’ di rispetto,non sto reagendo con alcuna aggressività al momento…
    Merito forse dei 600 km che ci separano e del mio buon cuore…

  12. IrinaP agosto 8, 2007 alle 1:41 pm Reply

    Sai che questa volta mi hai incuriosito tanto? Sei bravo a recensire, se di recensione possiamo parlare, credo di sì. Invogli alla lettura. Sarà anche che, stavolta, il contenuto per me “più soft” di questo tuo ultimo post, coincide di più coi miei gusti personali. Hai intenzione di spaziare un po’ di più nei tuoi prox post? Lo spero! Così m’impari 😉

  13. noir27 agosto 10, 2007 alle 8:04 am Reply

    grazie per essere passato e per la scelta!!!
    Ci ritroveremo in riva al fosso…

  14. Dolcelei agosto 10, 2007 alle 9:05 pm Reply

    La sofferenza è vedere che tutto ciò che li univa nell’amore scompare senza un vero perchè. Si diventa estranei dopo esser stati una cosa sola..è terribile. Smacketti ^_^

  15. cristry agosto 11, 2007 alle 8:10 am Reply

    Ciao! Ma che fa questo Henry? Fa un dono e poi se lo riprende? O non ha mai donato niente e ha solo preso? Che senso ha fare un dono che non costa un minimo di prezzo?
    Baci. Cristry

  16. sorgeredelsole agosto 13, 2007 alle 2:05 pm Reply

    ciao ….un saluto dalla sardegna…

  17. lavocedinarciso agosto 13, 2007 alle 8:00 pm Reply

    Non c?è desiderio che non nasca per morire.
    Ciò può avvenire in più o meno tempo.
    Ma irrimediabilmente prima o poi avviene.
    Decifrare uno per uno tutti i codici rispetto ai quali si mette in moto nella nostra mente il meccanismo che di volta in volta accende e spegne i nostri desideri è la vera questione.
    Forse in assoluto la sola questione che merita di essere presa in considerazione.
    E chissà a chi di noi toccherà districarsi in essa per venirne finalmente a capo una volta per tutte.

  18. bimbas agosto 17, 2007 alle 4:46 pm Reply

    sono tornata da un paio di giorni e non potevo mancare di passare a salutarti 🙂
    Maluna

  19. tolstoj76 agosto 22, 2007 alle 9:47 am Reply

    cristry: anche io vorrei pensarla come te, però per alcune persone (forse per tutte) l’amore comincia e finisce… e quando si inizia a trattare chi ci ama come un amico o peggio ancora un estraneo, inevitabilmente lo si fa soffrire.

    lavocedinarciso: sono d’accordo con te, solo che non credo che ci sia un essere umano che possa spiegare il meccanismo del desiderio.

  20. lavocedinarciso agosto 22, 2007 alle 11:08 am Reply

    Concordo con te.
    Ma immagino concorderai altrettanto con me sul fatto che nessuno ci è andato mai più vicino come il nostro comune amico Marcel Proust.
    Quello che segue è in assoluto è uno dei passaggi della Recherche in assoluto più illuminanti in tal senso…

    “Ogni persona che ci fa soffrire può essere da noi raffrontata a una divinità di cui è soltanto un riflesso frammentario e l?ultimo stadio, divinità (Idea) la cui contemplazione muta subito in gioia la pena che era in noi. L?arte di vivere sta tutta nel servirci delle persone che ci fanno soffrire solo come un gradino che ci consenta di accedere alla loro forma divina e di popolare così allegramente la nostra vita di divinità.”

    Pensa che grande passo farebbe in avanti nella conoscenza del proprio desiderio e delle varianti che lo deterninano chi sarebbe pronto ad ammettere che si serve delle persone che lo fanno soffrire più di quanto esse si servano di lui.

  21. lavocedinarciso agosto 22, 2007 alle 11:10 am Reply

    ops…c’è un “in assoluto” di troppo nel mio commento.
    Ma il senso immagino emerga comunque.

  22. tolstoj76 agosto 22, 2007 alle 11:30 am Reply

    lavocedinarciso: sicuramente, solo che questo consiglio è difficilissimo da mettere in pratica… forse è pura utopia…

  23. sorgeredelsole agosto 22, 2007 alle 2:00 pm Reply

    ciao,si tutto bene….ho trascorrso un paio di giorni nella pace e lontana dal caus del mondo…tu come stai? TI MANDO UN ABBRACCIO A PRESTO…

  24. lauraholt agosto 23, 2007 alle 1:24 am Reply

    vabbè, avevo iniziato a leggere i commenti, ma desisto : sono troppi.
    Ne I Mandarini ha trovato l’apice del mio delirio di qualche anno fa. Iniziando per un caso strano da Tutti gli uomini sono mortali avevo iniziato a leggere tutta la De Beauvoir, poi Sartre (alcuni riletti), poi Vian, Camus (del quale i caratteri sono evidenti in Henry) etc. etc. Un mondo intero nel quale ho vissuto con loro.
    La De Beauvoir non è una grande scrittrice. Sarebbe stata semmai un ottimo regista alla Truffaut. Eppure, particolarmente ne I Mandarini, è in grado di far entrare in un’altra vita chi la legge. Io sono stata seduta con loro sui logori divanetti di pelle del Dome. Ho guardato impotente l’autodistruzione di Paule e vissuto la sofferenza di Anne. E sono più che d’accordo sul fatto che la si possa chiamare aristocratica.

  25. tolstoj76 agosto 23, 2007 alle 9:21 am Reply

    lauraholt: tutto vero, tranne una cosa: che Simone non sia una grande scrittrice; secondo me è artista in tutto; è scrittrice completa ed affascinante; la metto al livello della Yourcenar e della Woolf.

  26. goodnightmoon88 agosto 24, 2007 alle 11:01 am Reply

    E’ un buon consiglio, ma l’ho letto!! Tu piuttosto leggiti Bruciare De SAde? è molto illuminante… un saluto

  27. YourDesire agosto 24, 2007 alle 2:29 pm Reply

    Lo cercherò. Lo leggerò e ti farò sapere cosa ne penso,mh?

    Un bacione, carissimo.

    Adrienne.

  28. Lullaby26 agosto 25, 2007 alle 12:23 am Reply

    Bè, direi che il tuo consiglio di leggere questo libro a chi esce da una relazione mai fu più indovinato.
    ma se permetti, c’è modo e modo di uscire da una relazione, e il modo descritto in questo libro si adatta perfettamente ad alcuni casi più particolarmenteche ad altri… nei pochi brani che ho letto qui e nelle tue riflessioni ho rivisto, con enorme impressione, me stessa in Paule, e l’uccisione alla fine, da parte mia, di una parte di me stessa.
    Il fatto è che non se ne esce più tornando come prima: la persona di prima muore sul serio e la confusione regna. Allora ci si lobotomizza, ma è come vivere da automi, dimentichi di ogni cosa.
    Ciao

  29. FataAlchechengi agosto 26, 2007 alle 8:54 pm Reply

    Ciao! Un saluto veloce in questo scampolo di vacanze!

    Se ti va di passare dal mio blog, sono alla ricerca di risposte per una sorta di “inchiesta” sul fascino femminile… l’invito, ovviamente, è rivolto anche a tutti i tuoi lettori.
    A presto!

  30. BeaBeatrix agosto 30, 2007 alle 9:18 am Reply

    Non lo conoscevo, mi ha incuriosito… forse lo leggerò…
    ciao

    Bea

  31. Liv1 settembre 6, 2007 alle 6:14 pm Reply

    Credo proprio che lo leggerò presto…non ho mai letto niente di lei…credo che sarà una lettura abbastanza rischiosa per me…ma so già che mi ci butterò dentro a capofitto. grazie

  32. utente anonimo ottobre 1, 2007 alle 12:40 am Reply

    Bel blog, complimenti davvero. Un blog di passioni e sensazioni. E sono capitata qui per caso.. Ma davvero per un puro caso..?! Chissà..

  33. aurorascarlatta ottobre 8, 2007 alle 12:00 pm Reply

    Ma Tolstoj ti rendi conto… sono proprio i sentimenti che ho provato ad esprimere io … nel mio post … Cercare di stare accanto a chi si ama ma non ci corrisponde è una continua auto tortura, avere accanto qualcuno che ha il terrore di perderti… e che forse davvero ti ama ma per il quale tu non provi più niente ti mette nella condizione stretta di carnefice spietato… come uscirne?… A poco… a poco…

    Quanto sopravvive un fiore senz’acqua?
    mi sono permessa di portarti sul mio blog… spero non ti dispiaccia…!

  34. molto_docile ottobre 9, 2007 alle 1:47 pm Reply

    ” Solo questo può salvare chi ha rinunciato a Dio”, perchè questa frase mi suona tremendamente poco intonata allo sfondo?

  35. tolstoj76 ottobre 9, 2007 alle 2:32 pm Reply

    molto_docile: trovi che sia poco intonata? secondo me invece è la chiave di tutto…

  36. molto_docile ottobre 9, 2007 alle 3:02 pm Reply

    Lo è se ritieni che si debba prendere posizione pro o contro Dio. Tale credo non fosse la prima preoccupazione di quella generazione di intellettuali.

  37. tolstoj76 ottobre 9, 2007 alle 3:56 pm Reply

    molto_docile: Simone era atea, lo era senza speranza… e se leggi i suoi libri ti piomba addosso tutta l’angoscia dell’annullamento… questo me l’ha resa molto vicina e me l’ha fatta amare dalle prime pagine.

  38. molto_docile ottobre 9, 2007 alle 7:36 pm Reply

    che cos’è l’angoscia dell’annullamento?

  39. tolstoj76 ottobre 10, 2007 alle 8:34 am Reply

    molto_docile: ti potrei dire di leggere il libro della Beavouir per capirlo, ma sarebbe un cane che si morde la coda… è l’angoscia di sapere che noi tutti semplicemente non saremo più: le nostre tempeste e angosce, gioie e speranze sono materia destinata a decomporsi… ti consiglio Bufalino per saperne di più.

  40. molto_docile ottobre 10, 2007 alle 10:13 am Reply

    Quello che voglio dire è che il dolore intesse la vita di chiunque, che abbia fede oppure no. Prova a chiedere ad un credente se non ha paura di morire o se non ha sofferto per la morte dei suoi cari. Se ti rispondesse di no, non lo giudicheresti forse un fanatico o un esaltato? Diverso è il problema di trovare delle buone ragioni per vivere. Mettere la propria esistenza in una prospettiva più ampia che le dia senso è ancora una volta un’operazione bipartisan, la fanno i credenti e anche i non credenti, ai quali sono molto stufa di veder elargire una specie di carità pelosa che non si meritano, posto che non soffrono di sicuro più degli altri.

  41. tolstoj76 ottobre 10, 2007 alle 11:06 am Reply

    molto_docile: certo il dolore fa parte della vita di tutti, è il modo di viverlo che cambia… non credo che la religione regali dignità al dolore, anzi, forse lo addolcisce… ma sicuramente ne altera la percezione…

  42. Puckina ottobre 16, 2007 alle 3:29 pm Reply

    ho letto alcuni libri di Simone De Beauvoir anni fa … ricordo ancora che mi emozionava … 🙂
    e spero di leggere presto questo libro che consigli ..

  43. desdemona00 ottobre 23, 2007 alle 3:51 pm Reply

    chissà perchè necessitiamo della speranza…non sarebbe più facile accettare gli eventi giorno per giorno senza aspettative?

  44. RedLady ottobre 24, 2007 alle 12:11 pm Reply

    Oh Simone…la mia tesi di laurea è su Simone.
    Ho letto qui che i suoi libri trasmettono l’angoscia dell’annullamento…????
    Simone è altro, molto altro, assolutamente non angoscia, e chi legge i suoi libri senza conoscere il suo modo di vivere, la sua filosofia di vivere, il suo essere donna nel trasmetterlo alle donne, non potrà mai capirla fino in fondo.
    simone parla di tutt’altro che amore, l’amore è solo un circondario di quello cher ealmente era.
    Chapeau.

  45. respiridivita dicembre 12, 2007 alle 10:33 am Reply

    Bè devo dire che io sono abituata a leggere un tipo di letteratura più contemporanea ma leggendoti mi fai venire la voglia e la curiosità di leggere anche gli storici. Complimenti per i tuoi commenti

  46. Yayanana gennaio 9, 2008 alle 7:47 pm Reply

    Grazie per questo post mi ha fatto bene leggerlo….e disicuro andrò a comprare il libro ora 🙂

    yayanana79

  47. superbibi gennaio 11, 2008 alle 2:57 pm Reply

    ho adorato quel libro……..

  48. Ggioia gennaio 22, 2008 alle 9:35 am Reply

    Amo questa donna…

  49. BettyBlau aprile 1, 2008 alle 9:30 pm Reply

    …che bello trovare qui queste tue osservazioni riguardo i mandarini, che ho letto nella mia lontana gioventù; allora non sapevo niente di uscire da relazioni, stavo appena per entrando in una (naturalmente infelice..;)
    anch’io sarei un po’ scettica alla “tua” sofferenza aristocratica, ma punti di vista – è un modo interessante a vedere le cose.
    Buona settimana 🙂

  50. utente anonimo agosto 15, 2008 alle 11:51 am Reply

    Vado allo scaffale a ripredere un libro di Simone.
    Grazie.

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