Cara M,
passare la vita a costruire teorie morali è un gioco poco edificante. Gli esercizi della mente sono sicuramente allettanti ma circuiscono la coscienza al pari delle droghe. Impariamo lezioni fondamentali dallo studio dei ricordi, rivivendo le esperienze in differita sino a sezionarle con ostinazione. Putroppo, la memoria, al pari di tutte le virtù umane, possiede una natura amorfa. Attraverso rievocazioni fluttuanti, l’Io modella la materia di cui spera indagare la forma, come certe sonde che inficiano i risultati delle misure per le quali sono costruite. Sarebbe utile spogliare il pensiero da ogni condizionamento e incidere la tabula rasa dello spirito con lo stilo disincantato dell’intelligenza pura. Ma ciò non è concesso.
Quando si ragiona è utile avere un interlocutore diverso da se stessi, perchè spiegare i propri pensieri aiuta a visualizzarli dall’esterno e scoprirne i difetti. Farlo per iscritto, poi, è un modo di fissarli in disegni meglio definiti, di ancorarli a qualcosa di stabile, di evitare che sfuggano lungo traiettorie misteriose e imprevedibili. Non so se smetterò mai di rivoltare i miei ricordi, di osservarli con la cura morbosa del filatelico, di infilarli come perle nel filo sottile della vita. Amo la loro poesia naturale, quel processo spontaneo che lascia assurgere al passato una dimensione incantata e armoniosa. Svestire i fatti da coinvolgimenti emotivi li eleva a più alta bellezza, sino a farli diventare storie.
Trovo pericoloso essere cristiani senza Dio. Ho sempre pensato la fede come un dono, un bene elargito con naturalezza a pochi fortunati. Chiedere qualcosa per la quale non siamo destinati o preparati è, forse, un sacrilegio maggiore che rinnegare l’esistenza della luce di cui tale mancanza ci priva. Ma quando in questa dicotomia ci si trova invischiati e se ne riconosce la pericolosità, non resta altro da fare che armarsi di piccone e radere al suolo ogni certezza. La parola “prossimo” è chiave di volta nel messaggio cristiano e il rapporto “Dio-prossimo” definisce una perfetta identità. Un fedele dovrebbe rivolgersi al proprio carnefice adorandolo, amandolo per il male che opera, rispondendo ad esso con il suo opposto. Abbracciare il terrorista, l’assassino, il violento e dire “ti perdono fratello e ti amo”. Ma tutto questo non è umano. Dopo la seconda guerra mondiale nessuno ha avuto pietà dei nazisti, eppure i cristiani avrebbero dovuto. Nietzsche disse di Cristo che fu l’unico vero cristiano della storia e che, se avesse superato i trentacinque anni, anche lui avrebbe smesso di esserlo. Non esiste l’altruismo assoluto. Sfido chiunque ad impedirsi di covare propositi personali. Il bene puro, come il male puro sono invenzioni della mente, qualcosa che vive nel limbo impalpabile della speculazione. Ho provato ad amare senza chiedere. In questo, cara amica, siamo davvero diversi. Da esperienze simili abbiamo dedotto ragioni e regole di vita opposte. Penso l’amore sia uno. Mi si obietterà che quello rivolto a Dio, o agli altri, è un concetto incorporeo, non assimilabile alla passione, di una natura diversa. Rispondo semplicemente: considero il rapporto di coppia corollario dell’amore universale, sentimento in cui la passione si innesta, piuttosto che trovare in essa giustificazione. In tante occasioni ho concluso non essere l’amore a deludere ma la persona. Solo adesso comprendo la pericolosità di questa frase. E’ come dire: sono i giudici a sbagliare, non le leggi. Concetti infetti. Imporre condizioni al sentimento significa lasciarlo svanire. L’iperuranio esiste solo nella mente dei filosofi. La realtà, al contrario, ha un ché di inoppugnabile, è prova irrefutabile delle miserie umane. Nulla è plausibile al di fuori degli atti, oltre il mescolarsi frenetico di azioni più o meno precise che interagiscono come ruote dentate in ingranaggi oscuri. Così mille intenzioni cadono in polvere dinnanzi ad orecchie sorde o labbra mute, che rifiutano di pronunciare il nostro nome. Amore è azione, non pensiero, nè, tanto meno parola. Non servono grandi sermoni. Semmai, grandi gesti.
Nei discorsi di coloro che disprezzano il nostro affetto siamo sempre eccezioni: una scusa stupida, fatta per mascherare il loro egoismo, una scusa che diviene aggravante nel processo in cui saremo condannati. Costituire l’unica asimmetria nella vita della gente, il solo sasso su cui è inciampato uno spirito morale, trovo sia più doloroso che divenire vittime di un indiscriminato carnefice. Vedere sfilare tante esistenze rette che incespicano sul nostro amore e lo disprezzano “senza volerlo”, giustificandosi in nome di un “bene che non capiamo”, fa sentire estranei ad una simmetria, forse inesistente, ma sottintesa con cattiveria. Gli invidiosi scorgono nelle cose degli altri una perfezione inquietante ed estranea, così la percezione della singolarità di cui siamo esempio acuisce la sofferenza, ci fa sentire fuori da un universo edulcorato, probabilmente mero frutto della mente. Siamo minoranza e ce ne danniamo: setta segreta prigioniera di maledizioni oscure, scagliate da bugiardi nel cuore del tempo. Eppure, almeno una volta nella vita, è probabile ritrovarsi ad interpretare il ruolo opposto. Nel frattempo, ci viene chiesto di soffrire con dignità. Disperati, fuggiamo tra le braccia di Cristo. Troviamo nella sua parola un balsamo con cui detergere le ferite. Laviamo via un po’ di sangue rappreso e studiamo la forma nascosta delle piaghe che qualcuno ha procurato. Non riusciamo a credere sia accaduto veramente. Rifiutiamo di accettare la realtà: chi ci ama ha fatto questo “per noi”, tale è il suono della sua verità. Ma, in fondo, non è poi così importante, l’unica versione che ci sta davvero a cuore è la nostra. Siamo l’unico super testimone nel processo che ci riguarda. Abbiamo tante colpe. Pretendiamo di sapere cosa sia giusto per gli altri, ci infervoriamo aiutandoli come sappiamo, come vorremmo facessero con noi. Di norma riceviamo lo stesso trattamento da parte della sparuta minoranza di coloro i quali si definiscono “sensibili”. Non stiamo ad analizzare un comportamento che è anche nostro, preferiamo trastullarci nel dolore, negli effetti collaterali di una condotta pericolosa. Cristo ci guarda e sanguina. Ricompare misteriosamente nelle nostre vite, pronto a reggere come una croce quella pena che ha deciso spettargli in quanto Dio in terra. Lo adoriamo commossi e davvero crediamo in lui, nelle tante promesse annunciate sopra una montagna in cui il tempo s’è fermato. Ascoltiamo le beatitudini e, piangendo, commiseriamo noi stessi. Non è la “salvezza” a darci sollievo, se ne fossimo convinti accetteremmo tutto con coraggio, piuttosto la sovrannaturale capacità di condivisione con cui questo uomo morto si carica di un peso non suo: qualcuno geme abbracciandoci, probabilmente è l’unico a farlo. Gliene siamo grati: egli diventa Dio.
Soffriamo. Offriamo espressioni tenerissime del dolore. Cerchiamo la pena negli occhi del carnefice, ci spaventa il suo egoismo spietato. Non siamo Cristo, non riusciamo a perdonare tutto. L’ira monta sul golgota dell’Io sconfitto ed emozioni di carne pulsano nella notte dell’anima. La verità della pena nasconde una menzogna più grande, quel comportamento goffo con cui dissimuliamo il dolore tradisce l’elenganza di uno spirito inguaribilmente umano. Dilaniarci l’anima è la nostra vera vocazione.
“Ti meriti di meglio” dicono gli altri, pronti a vendere l’unguento di un ciarlatano. Questo meglio non sono certo loro: non è nessuno. E, nell’attesa, ciò che resta è niente, una nuvola d’aria nella quale non è neppure possibile sbattere la testa. Rispondo a tali esempi di operosa generosità verbale che preferisco il silenzio all’ipocrisia: la sua aristocrazia mi ferisce meno. Considero l’assenza di suoni, tutto sommato, poco offensiva. Detesto promesse non intenzionate a tradursi in atti. La lezione più importante dell’espereinza è fondare i pensieri sulle azioni, misurarli attraverso esse.
Mi rendo conto che tali considerazioni possano apparire sterili e nascondere le elucubrazioni di una mente non troppo lucida. Eppure, ogni dolore riconduce inevitabilmente alla ragione passando per una via insensata chiamata speranza. Disilludersi vuol dire distruggere le favole dell’infanzia. Il crepuscolo dei miti è parte di un processo generalizzato con il quale l’Io si priva di ogni appiglio nell’immane tentativo di ritrovarsi.
Credo di aver sbagliato nel pensare che, in questa confusione di certezze, potesse esserci qualcuno, potessi esserci tu. Me l’hai ripetuto tante volte: l’autosufficienza è compimento di sé. Perdonami se controbatto asserendo quanto segue: l’amore è rinuncia all’autosufficienza. Forse non sai più soffrire perchè ti trastulli in un’autonomia che non lascia spazio a nessuno e, probabilmente, taglierà fuori anche te stessa. Vorrei che riflettessi su questo punto. Non intendo impartire lezioni di vita, non potrei, nessuno può insegnare niente a nessuno; mi limito ad additare una luna modesta, non certo un pensiero sfrontato (più facile da detestare).
E’ triste sigillare con addii momenti perduti. Ma ogni saluto è un po’ addio, poichè ciò che accade è sempre irripetibile. I fatti non si limitano a cambiarci, diventano parte di noi. Non è plausibile pensare di trascurare le proprie esperienze, lestissime a diventare carne, materia pulsante nell’ostia impalpabile dell’anima.
Sono stanco di scovare dogmi, di snocciolare comandamenti ai quali, in fondo, non credo o che richiedono una forza al di sopra delle mie possibilità. Preferisco constatare cambiamenti. Non posso più impedirmi di rivolgere a Cristo sguardi di compatimento e solidarietà per un destino beffardo di cui, forse, gli uomini sono complici. E’ ben misera questa società che lo ha chiamato Salvatore. La gente non vuole essere salvata, preferisce essere lasciata in pace. Viviamo nell’unico modo possibile, come sappiamo: per noi stessi. Io e te non siamo da meno. La differenza più grande tra noi è che tu hai capito tutto molto prima di me.

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50 thoughts on “

  1. Ligeia666 febbraio 23, 2008 alle 9:49 am Reply

    post e commenti sono molto incisivi…
    Forse la Chiesa come Istituzione non ha mai condannato apertamente il nazismo, ma sicuramente, la Chiesa fatta di uomini, santi e peccatori insieme, ha dato più volte questo messaggio nell’umiltà delle azioni e non nel clamore degli spalti.
    Mi piacerebbe fare altre considerazioni, ma per ora mi fermo qui. Complimenti per i tuoi scritti!

  2. flameonair febbraio 23, 2008 alle 7:52 pm Reply

    Mi limito agli aspetti piu’ prettamente “umani” delle vicende, li sento piu’ semplici e, proprio per questo, piu’ profondamente veri.
    Questo post avrebbe bisogno di riletture diversificate nel tempo e sicuramente vi scoprirei angolature, sfuggite alle letteure precedenti.
    Ma ora, in questi preciso istante, e con i sentimenti che fungono da filtro personale rispetto all’oggettività di ciò che è scritto le frasi che mi colpiscono di piu’ sono:
    “Dilaniarci l?anima è la nostra vera vocazione.”
    che è esperienza comune agli uomini di ogni latitudine e cultura.
    Forse l’amore ha senso e giustificazione solo in se stesso e non è causa di sofferenza solo se come tale si vive, senza pretendere per quello che proviamo, nulla in cambio.

    Perchè se davvero, e lo credo, “l?amore è rinuncia all?autosufficienza” inevitabilmente sarà per noi che lo proviamo sofferenza estrema, da vivere consapevolemente, se lo si vuole vivere fino in fondo.

    Quanto al rivivere i ricordi, credo non ci sia nulla di piu’ lontano dalla oggettività di questo nostro frammentare in attimi, visti dal nostro singolare punto di percezione, l’eterno fluire delle esistenze che hanno intercettato la nostra esistenza.

  3. claudine2007 febbraio 23, 2008 alle 10:29 pm Reply

    Non è semplice lasciarti un commento oggettivo, Angelo. Già ti dissi che i tuoi post portano ad una profonda introspezione. Sommariamente se questo è diretto ad una persona particolare, ha una ragione soggettiva che per chi lo vive ?da fuori? può essere impenetrabile? Sono cristiana, ma seguo la filosofia buddista da svariati anni. Non mi sono mai definita ?fanatica? o ?conturbata da un credo pragmatico?? Ho imparato che l?Amore (quello con la A maiuscola) permea ogni mio respiro, MI respira? rinnovando la fonte e lo scorrere del flusso di Vita dentro la materia che MI contiene. Mi permetto, d?aggiungere un piccolo particolare filosofico per enfatizzare la differenziazione dei vocabili greci Filia ? Eros e Agape. Nel buddismo abbiamo anche le tre forme: ?amore affettuoso (visto come il sentimento di una madre per la propria creatura) ?amore che apprezza (sentimento che riesce a ?vedere? le qualità degli altri Esseri Senzienti) e ?amore che auspica (desiderare che tutti gli altri Esseri viventi siano liberi dalla sofferenza).
    Se si riesce veramente ad amare un altro Essere Umano, provando non un amore-attaccamento, ma bensì l?enfasi del sentimento? allora anche il perdono dovrebbe essere possibile e facilitato. E? un voler comprendere che ogni incontro non è casuale: se una persona cammina sul nostro percorso terreno, lungo lo stesso sentiero, per un breve tempo? significa che noi (e lei) necessitava la vicinanza/esperienza per una breve durata. L?impronta indelebile che però ha lasciato nella nostra Mente? è archiviata. Vi sono altre persone che condividono le nostre emozioni e percorso per lunghissimi anni? e forse solo la morte ci separa da loro.
    Questo è uno spunto di riflessione: perché?
    Sono unicamente tentata di rispondere che questa è la ragione che mi ha sospinta a seguire la filosofia buddista? la mia vita ha finalmente raggiunto ?il suo? scopo ed ho trovato la vera felicità dentro me stessa.
    Buona domenica, serenità :-)claudine

  4. argeniogiuliana febbraio 24, 2008 alle 9:53 pm Reply

    Condivido in toto il tuo post (meraviglioso tra l’altro per stile e contenuto). Dissento ovviamente sulla polemica innescata. Ci sarebbe troppo da scrivere circa le teologie nel nome delle quali, vuoi per il potere, vuoi per la “morale” i popoli vengono strumentalizzati. Consiglio il libro del buon Piergiorgio Odifreddi:
    “Perchè non possiamo essere cristiani” (E meno che mai cattolici)
    Edito da Longanesi. Euro 14.60
    “Se la Bibbia fosse un’opera ispirata
    da un Dio, non dovrebbe essere corretta, coerente, veritiera, intelligente,giusta e bella?
    E come mai trabocca invece in assurdità scientifiche, contraddizioni logiche, falsità storiche, sciocchezze umane, perversioni etiche e bruttezze letterarie?”.
    Sempre grandissimo Angelo!

  5. tolstoj76 febbraio 25, 2008 alle 9:05 am Reply

    Ellis83: condivido la tua visione soggettivistica; il realtà scrivere vuol dire offrire il proprio punto di vista sul mondo e farlo con senso estetico; personalmente credo sia utile;

    Ligeia666: aspetto le altre considerazioni; è vero la chiesa è fatta di uomini; forse, proprio per questo, dovrebbe avere l’umiltà di non ritenersi interprete unica della Verità;

    flameonair: non credo sia colpa dell’amore se soffriamo; è l’egoismo che stimola desideri sottoprodotto dell’amore; volere il bene di qualcuno non significa obbligarlo ad amarci;

    claudine2007: sono sempre stato affascinato dal buddismo;

    argeniogiuliana: purtroppo la bibbia è palesemente scritta da uomini; ma ciò non impedisce di credere; riuscirci o meno è solo un fatto interno; una partita che giochiamo contro noi stessi;

  6. terravitamadre febbraio 25, 2008 alle 9:21 am Reply

    classe paradiso, altro che classe A
    complimenti
    anna

  7. Ligeia666 febbraio 25, 2008 alle 11:49 am Reply

    Non riesco ad esternare un ulteriore commento. Nonostante il tuo sincero invito, accetta questo sincero silenzio…
    Tanti sono i pensieri, ma mute restano le parole…

  8. withoutbreath febbraio 25, 2008 alle 8:21 pm Reply

    è davvero splendido in casa tua…

  9. Lella77 febbraio 28, 2008 alle 12:31 am Reply

    ciao … come vedi sono passata a trovarti! buonanotte!

  10. Zee febbraio 28, 2008 alle 11:27 am Reply

    La fragilità umana tende a compensarsi con una ipotetica nèmesi, che non ci apparterrà mai.
    La presunzione e l’aspettativa, ecco cosa ci impedisce di amare a prescindere.

  11. HardRain03 febbraio 28, 2008 alle 3:52 pm Reply

    Felice di sentire che il tuo Post abbia avuto molta discussione!Buona serata

  12. Roosee febbraio 28, 2008 alle 8:26 pm Reply

    mercy^.^
    buona serata e colce notte..ciao

  13. sorgeredelsole marzo 1, 2008 alle 8:27 am Reply
  14. Vivendolestelle marzo 1, 2008 alle 2:26 pm Reply

    un dolce saluto di buon fine settimana!

  15. RosaTiziana marzo 3, 2008 alle 11:29 am Reply

    Lunga elucubrazione, molto intensa.
    Condivisibile in molti punti.
    Bel post

  16. MistressIsael marzo 3, 2008 alle 8:49 pm Reply

    Ciiò che dici è meraviglioso.
    Parole disperatamente piene di speranza, parole d’amore e di odio.
    E’ perfetto.
    Grazie per avermi accompagnata qui, ancora una volta.

  17. rosdrudidurella marzo 3, 2008 alle 10:21 pm Reply

    Non può esistere il bene senza il male, sarò ovvia e scontata ma è la cruda realtà, come a dire che giuda ha tradido gesù per compiacere il suo disegno divino.
    Ciao come stai? …
    Ultimamente ho riletto il tuo racconto, senza lo stress del doverlo leggere per poi dire ecc, e sai la novità, mi è piaciuto molto di più, volevo dirti di continuare.
    E’ passato tanto tempo lo so, ma quando si lavora e si hanno tanti problemi da risolvere ogni cinque minuti, il tempo vola… Passa da me e raccontati un pò, se hai tempo e voglia facciamo due chiacchere come una volta.
    Se sei ancora a Torino a maggio vengo per la fiera del libro con il mio thriller
    “Prendimi e Uccidimi”
    Baci
    Rossella.

  18. giorelli marzo 4, 2008 alle 1:06 pm Reply

    adoro il tuo modo di scrivere, lo sai…
    un bacino, scusa l’assenza…
    Alex

  19. miciotta85 marzo 5, 2008 alle 11:08 am Reply

    certo ke passo!
    però..blog intenso!

    miciotta (ke si fa pubblicità agggratisss su ultraroxer.com !)

  20. raffapiccinni marzo 5, 2008 alle 3:27 pm Reply

    Dio è amore!!!

  21. LadyPinkJane marzo 6, 2008 alle 10:05 am Reply

    Ciao… passo sul tuo blog. Davvero profondo ciò che hai scritto.
    Bene, sottolinei che la Chiesa e i cristiani, spesso, non seguono quel che Cristo ci ha comandati: perdonare.
    Non è forse, tale organizzazione religiosa, costituita da esseri umani? E, noi comuni e mortali uomini, non siamo peccatori?
    Gesù è morto per noi: si è lasciato crocifiggere per la nostra Salvezza.
    Sta all’uomo scindere il Male dal Bene. Sta all’uomo perdonare fino a 70 volte 7 il fratello che ha agito contro di lui.
    Tante volte, però, non siamo capaci di aprire il nostro cuore a Dio e al prossimo: il Mondo ci allontana dall’essenza della vita, visibile solo nella Luce eterna. Rancore, rabbia, indifferenza diventano, così, i sentimenti che, purtroppo, anche noi cristiani proviamo. Ora, siamo in tempo di Quaresima, uno dei periodi più forti in cui, tutti noi, specie i più momentaneamente deboli e fragili, sono messi, chi più e chi meno, alla prova con diverse tentazioni. Nutrirsi della Parola di Dio: questo è l’unico modo per vincere il Male, per essere sereni e, soprattutto, per accogliere anche i gesti crudeli che ci vengono inflitti, con umiltà, senza provare risentimenti e riuscendo anche a sorvolare su tante cose spiacevoli, perdonando.

  22. martyna25 marzo 6, 2008 alle 11:28 am Reply

    beh, che dire, quante discussioni interessanti! ciao, visto che sono passata?

  23. utente anonimo marzo 6, 2008 alle 1:06 pm Reply

    ERRARE UMANUM EST
    E tutti noi siamo esseri umani, ma ci salveremo. Sì, credo che ci salveremo, se Gesù riuscirà a insegnarci a perdonare chi ci ha ferito e soprattutto, cosa ben più difficile, ci farà capire come poter perdonare anche noi stessi….Ti abbraccio e buona Pasqua
    Eidedie (Carla)

  24. redazionevoland marzo 7, 2008 alle 9:09 am Reply

    sia lode al dubbio, diceva (se non vado errata) Bertold Brecht. Non smette di turbarmi l’assoluta, granitica certezza dei cattolici di essere i soli in possesso della Verità, di avere una risposta per tutto, sempre. Mascherando tutto di presunta umiltà. Come se adottare una bambina ugandese risolvesse i problemi dell’Africa, e come se non ci fossero milioni di laici nel mondo che adottano a distanza. Poi, quando il ragionamento si fa appena più serrato, ecco spuntare la distinzione fra Chiesa e uomini che la chiesa la fanno, e che quindi sono peccatori…
    Bello il tuo blog, voglio leggere anche i post meno recenti.
    d.

  25. PostIda marzo 7, 2008 alle 3:39 pm Reply

    Non entro nel merito della quaestio teologica, che ritengo non sia possibile ” giudicare”, in quanto appartiene alla sfera del tuo essere e sentirti cristiano, verso il quale è doveroso il massimo rispetto. Non posso esonerarmi, però, da qualche considerazione, che spero prenderai con la giusta obiettività, la stessa con la quale ti ho letto e ti sto commentando.
    Quando parli che c’è bisogno di grandi gesti, consentimi di dissentire e mi spiego.Oggi, abituati come siamo ad essere sorpresi da effetti speciali, sono proprio le piccole cose che mancano nella nostra vita, i piccoli gesti quotidiani, le semplici valenze morali, i semplici modi d’essere educati e sensibili. Un saluto al vicino di casa, l’emozionarsi ad un musetto sporco di un bimbo, il non imprecare all’automobilsta che ci apostrofa in mille modi ingiuriosi…una sosta a sorprendersi che i mandorli sono in fiore, ma che siamo troppo distratti per guardarli. Una pacca sulla spalla al collega in difficoltà, un gesto solidale verso chi ha bisogno….potrei continuare all’infinito, ma non vorrei che le mie parole suonassero come squallida retorica.C’è bisogno di UOMO nel mondo, non di Dio….il quale, nella sua trascendenza, deve essere solo pregato affinchè illumini e scaldi i cuori di questa umanità distratta. Mi si arruffa l’animo a pensare che c’è gente che non la pensa allo stesso modo,ma io, pur non adattandomi a ruoli di circostanza, mi ostino a voler credere che qualcosa di buono può e deve esistere ancora.
    Carmen

  26. robcapponi marzo 7, 2008 alle 4:07 pm Reply

    l’amore è rinuncia all’autosufficienza
    senza dubbio. notevole quello che hai scritto, è tuo?

  27. mayra83 marzo 7, 2008 alle 4:18 pm Reply

    Mi hai invitato a passare per il tuo blog ed eccomi qui.
    Non voglio entrare nel merito della diatriba che si è scatenata tra i commenti, ne tantomeno parlare di cristianesimo, che di religione ho una visione tutta mia.
    Scrivi bene comunque, tornerò a leggerti.
    A presto! 😉

  28. utente anonimo marzo 7, 2008 alle 5:35 pm Reply

    Ma smettila di scrivere cazzate e vai a farti una passeggiata!

  29. claudine2007 marzo 7, 2008 alle 10:05 pm Reply

    In merito al post… mi sono già espressa il 23.2.08…
    Oggi desidero solo lasciarti un grosso bacio della buona notte, visto che sei ancora alzato!!!
    Sereno fine settimana, dolce Angelo!
    :-)claudine

  30. utente anonimo marzo 7, 2008 alle 11:56 pm Reply

    L’amore è rinuncia all’autosufficienza e posso essere d’accordo. Ma questa “autosufficienza” (sebbene non sia proprio il termine esatto ma rende l’idea) bisogna prima possederla per poterci rinunciare. Altrimenti, in quello che chiamiamo Amore troppa parte ha un attaccamento cieco per terrore della solitudine. E questa stessa paura è ciò che impedisce di essere amati, e di amare davvero…Amare rinunciando all’autosufficienza, appunto. Non amare perché non si ha questa autosufficienza.
    Scrivi con uno stile contorto, elevato, ricercato…come se ti sentissi in una sorta di mondo aristocratico ed elitario…trasudi arroganza dietro la tua umiltà, rancore dietro la tua purezza, c’è chiusura nella tua aristocrazia…il dolore che senti e che magari ti hanno inflitto non è, come pensi, la spiga del martirio di un animo troppo nobile…ma è un dolore umano, di virtù ma anche di debolezze, da cui si può e si deve imparare.
    E’ vivere…
    Parafrasando Pirandello, scrive tanto colui che non vive…
    Un grosso in bocca al lupo.

    Connie

  31. Mhyriam marzo 9, 2008 alle 4:56 pm Reply

    son passata a salutarti…prima o poi con più calma leggerò ogni cosa^^

  32. flameonair marzo 10, 2008 alle 8:44 am Reply

    “Forse l’amore ha senso e giustificazione solo in se stesso e non è causa di sofferenza solo se come tale si vive, senza pretendere per quello che proviamo, nulla in cambio. ”
    appunto, corrisponde a ciò che tu dici con altre parole, perchè naturalmente ognuno ha la sua identità espressiva
    “non credo sia colpa dell’amore se soffriamo; è l’egoismo che stimola desideri sottoprodotto dell’amore; volere il bene di qualcuno non significa obbligarlo ad amarci” .
    L’amore per esser tale deve prescindere dalla mera soddisfazione egoistica e non pretendere d’esser ricambiato, a mio modestissimo parere.
    Sulla Chiesa, per il fatto stesso d’essere costituita da uomini, la mia critica fondamentale è che dovrebbe tentare di fungere da guida su principi elevati e trascendenti, da accoglienza di chi è in difficoltà e non ergersi, come da millenni, fa a giudicare, inquisire, essere esempio del “non perdono” contraddicendo i prinicipi cristiani ai quali si dovrebbe attenere, sulle debolezze prettamente umane…
    Un abbraccio.
    Paola

  33. piccolavalex87 marzo 10, 2008 alle 11:14 am Reply

    ho fatto un salto nel tuo blog…
    ciauz!

  34. Lella77 marzo 10, 2008 alle 4:13 pm Reply

    ciao caro ma quanto scrivi?.. eh… non ho mai la pazienza per leggere così tanto !

  35. eletta marzo 11, 2008 alle 11:04 am Reply

    Scrivi…

    “Non so se smetterò mai di rivoltare i miei ricordi, di osservarli con la cura morbosa del filatelico, di infilarli come perle nel filo sottile della vita. Amo la loro poesia naturale, quel processo spontaneo che lascia assurgere al passato una dimensione incantata e armoniosa. Svestire i fatti da coinvolgimenti emotivi li eleva a più alta bellezza, sino a farli diventare storie.”

    Ho trovato queste due frasi meravigliose!!!!

  36. Sanredsky marzo 11, 2008 alle 9:17 pm Reply

    eccomi qua a lasciarti un abbraccio nel tempo e un saluto sfocato
    bello il tuo blog
    spero di vederti passare per il mio mondo
    un saluto
    la pianista

  37. Menzinger marzo 14, 2008 alle 10:59 pm Reply

    In questo post dici molte cose, forse troppe.
    Mi soffermo solo su una frase che mi ha colpito particolarmente: “Trovo pericoloso essere cristiani senza Dio.”
    Ebbene questa credo sia, in parte la mia condizione, quella di un cattolico cresciuto in una cultura cristiana che è ormai parte di sé ma che, pur rispettandone le regole e la morale, non crede in Dio.
    Questo “status” l’ho riportato nel mio romanzo “Giovanna e l’angelo” (vedi il mio ultimo post) in cui descrivo la vita di Giovanna d’Arco vista attraverso gli occhi di un angelo “ateo”, nel senso che non conosce Dio, non ha contatti con nessun altro essere, nè umano né sovrannaturale e vive solo attraverso la vita di Giovanna. E’ un angelo che si sente “monco”, privo di qualcosa e quel qualcosa è, ovviamente, Dio. La sua esistenza, in effetti, non dico sia in “pericolo” ma è sofferta.

  38. rosdrudidurella marzo 15, 2008 alle 1:58 pm Reply

    Ciao, come va?
    Allora adesso stai a Milano, contento o preferivi Torino…
    Continua a scrivere mi piace leggerti.
    Buon fine settimana, baci
    Rossella.

  39. vengoaprenderti marzo 16, 2008 alle 5:54 am Reply

    cosa potrei dire, che tu non hai già scritto? Lilly

  40. fatuajanas marzo 21, 2008 alle 10:13 am Reply

    Mi piaccione le persone che sono in ricerca, che non scrivono cose scontate e si espongono.
    Mi prenderò il tempo di guardare e leggere con calma tutto quanto hai scritto, fa parte del volersi bene tagliarsi del tempo per riflettere.
    Ciao Buona Pasqua

  41. kjja marzo 22, 2008 alle 3:58 pm Reply

    pace e gioia, buona Pasqua! nel Signore. Un caro saluto.
    (il dialogo e’ molto bello che avete intrapreso, molto interessante, nella mia vita come esperienza, non sono riuscita mai a prendere Gesu’ Dio con le parole e la Scienza, sai e’ tutto misterioso e si cela….)

  42. cominciare aprile 11, 2008 alle 12:13 pm Reply

    mi stupisco! come puoi pensare che Dio arriverà a giudicare?? Se lo facesse non sarebbe Dio.
    L’uomo ha una visione distorta e fiabbesca del paradiso e dell’inferno.
    La chiesa è stata costruita dall’uomo per governare l’uomo. Quello che insanamente chiamiamo Dio è altra cosa.

  43. tommasoacciarri maggio 7, 2008 alle 11:10 pm Reply

    amare è volere il bene dell’altro senza esigere nulla in cambio!

  44. SilviaZanetto maggio 9, 2008 alle 10:50 am Reply

    Ho letto il post e gran parte dei commenti…
    Il testo è molto ben scritto, impegnativo da leggere su uno schermo, si presta a riflessioni e interpretazioni a non finire.
    Anch’io, come Perlanera, sono stata molto religiosa e, credevo, profondamente credente, fino alla paranoia forse, negli anni dell’adolescenza. Poi si cresce,sì. Si viaggia, si studia, anche. Si trovano molte altre cose ma non si trova più Dio. Lei dice di non pensarci più. Io ci penso, a volte lo cerco, spesso rimpiango i tempi in cui mi bastava fare un po’ di silenzio dentro me per ritrovarlo… o per credere di ritrovarlo.
    Ricordo Paul Claudel, un convertito, che diceva “la gente che crede, com’è felice!”. Lui arrivò alla Fede, ma basta desiderarla? Come dici tu, è un dono. Un dono che si può anche perdere, purtroppo…

  45. enzas maggio 15, 2008 alle 9:18 pm Reply

    Il bene è l’Idea che si attua, il male l’Idea che non si attua.

  46. 6by9add6add9 giugno 1, 2008 alle 8:23 am Reply

    che bella questa lettera., si scorge tutta la fragilita’ umana e tutto il pesante che l’uomo si crea senza neanche capirne il perche’., di per se la vita sarebbe molto semplice se l’uomo appunto non se la complicasse con le sue stesse mani., questo e’ il punto., non c’e’ nessun segreto palese o nascosto., e’ tutto chiaro ma cosi’ come l’uomo cerca l’essenza cosi’ se la nasconde a se stesso., in effetti secondo me l’uomo e’ un poco idiota assieme all’idiota per eccellenza., o per lo meno fa credere di essere idiota ma in realta’ e’ molto furbo., mha., comunque sempre punti di vista e credo.
    vorrei solo riprendere dopo aver detto questo un passo della lettera:
    ==
    Dopo la seconda guerra mondiale nessuno ha avuto pietà dei nazisti, eppure i cristiani avrebbero dovuto. ==
    direi che e’ decisamente falso.
    ==
    Nietzsche disse di Cristo che fu l?unico vero cristiano della storia e che, se avesse superato i trentacinque anni, anche lui avrebbe smesso di esserlo.
    ==
    Gesu’ (il Cristo) (su di lui la pace) e’ un grande Profeta., un’uomo come Nietzsche e’ un’uomo e basta., il fatto di aver scritto quello che ha scritto sul Profeta Gesu’ lo pone tra i tanti che parlano parlano parlano., dimenticando l’essenza di ogni essere., ma non e’ poi la fede alla fine che ci distingue gli uni dagli altri?

    Comunque sia., bella lettera.

    Fatma.

  47. strillino marzo 17, 2009 alle 2:51 pm Reply

    Avessi la padronanza dell’archetto tradurrei in musica descrittiva questa tua missiva.
    Ti offro il solito the:)

  48. utente anonimo luglio 18, 2009 alle 7:48 pm Reply

    tu ami solo amore e non la donna.svegliati.bibi

  49. ilaele settembre 2, 2009 alle 8:15 am Reply

    “Rispondo semplicemente: considero il rapporto di coppia corollario dell?amore universale, sentimento in cui la passione si innesta, piuttosto che trovare in essa giustificazione. In tante occasioni ho concluso non essere l?amore a deludere ma la persona. Solo adesso comprendo la pericolosità di questa frase.”

    Premettendo che per la prima volta ho letto tutto di un fiato (eh, a riceverla una lettera così…chissà come sarà stata felice…), mi trovi d’accordo su diversi punti. In particolar modo sulle tue righe che ho riportato qui. L’amore è universale. Ma se l’amore di Dio è perfetto, quello umano fa soffrire nelle sue imperfezioni…Tutto qui. Non avrei mai immaginato tu fossi credente.

    Ila

    ps. Per oggi non infesto più il tuo blog, volevo solo recuperare gli arretrati! 😛

  50. tolstoj76 settembre 2, 2009 alle 12:57 pm Reply

    ilaele: non sono credente, non so cosa sono di preciso, forse semplicemente umano; la lettera l’ho scritta a storia finita e non ho mai pensato potesse servire a fare ritornare una persona alla quale avevo rinunciato; la parole che scriviamo non servono che a noi stessi e se proprio devono avere un significato per qualcun altro è ben lontano dal nostro.

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