“Ogni parola che scrivo su quegli eventi del 1964 è il risultato di una battaglia contro il silenzio. Una battaglia che sono destinato a perdere, perché, anche dopo tutti questi anni non so dove, in quale recesso del mio mondo vive questo silenzio del quale so soltanto ciò che non è. Ad esempio non è silenzio di una memoria imperfetta. Né silenzio imposto dalla mancanza di libertà. Niente di tutto ciò: niente fili spinati né barriere che possano indicarne i limiti. Non so nulla di questo silenzio eccetto che vive al di fuori della portata della mia intelligenza, al di là delle mie parole. Ecco perché questo silenzio è destinato a vincermi, a sconfiggermi definitivamente, perché non è in nessun modo una presenza; è semplicemente una lacuna, un buco, un vuoto in cui non ci sono parole.

Il nemico del silenzio è il discorso, ma non possono esserci discorsi senza parole, né parole senza un senso; ne consegue necessariamente, come in un sillogismo, che quando si cerca di parlare di fatti di cui non si conosce il senso ci si perde nel silenzio, che è la lacuna tra le parole del mondo. E’ un silenzio che sta al riparo da qualunque gesto di scherno o di coraggio: infatti, quali possibilità abbiamo di sfidare la pura mancanza di senso? Dove non c’è senso, c’è banalità, di cui appunto questo silenzio è fatto e per questa stessa ragione non può essere sconfitto, perché è il silenzio di un’assoluta, impenetrabile banalità.”

(Amitav Ghosh – Le linee d’ombra)

Un’impenetrabile banalità dalla quale Amitav Ghosh strappa qualche goccia di saggezza. Parole che sfidano il silenzio e mescolano il tempo in un personalissimo continuum di ricordi intrecciando elementi diversi e distanti. Da questa confusione, in cui si nascondono logiche inconscie, emergono, pagina dopo pagina, storie e personaggi. Esseri di un passato maciullato, divorato dal nulla, che assumono nella mente del lettore fattezze umane. Attorno agli attori pulsano mondi diversi, irrimediabilmente sconfitti: l’india coloniale e l’impero britannico in declino. Su tutto un’armonia che ha il sapore di idillio in cui si inoculano malignamente il dolore e la presenza della guerra, descritta accennado con premeditata vaghezza al suo oscuro potere cancellatore. Lo stile, classico, guida l’autore in questa intricata selva di esperienze, sostenute dall’esattezza del ricordo. Ma è impossibile dare un senso alle cose, legarle secondo schemi universali. Allora l’unica genialità concessa è scegliere come raccontarle. Perché la linearità non esiste: ed è intrigante dipanare matasse che si intrecciano con l’indistinta caducità delle linee d’ombra.

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25 thoughts on “

  1. ZombinaOrba ottobre 18, 2010 alle 8:22 pm Reply

    Mi ha colpito molto "il silenzio". Cioè, i discorsi sono importanti in ogni campo della vita. Ma il silenzio lo è altrettanto, non credo sia esattamente nemici, ma solo opposti. Secondo me senza il silenzio non si sentirebbe la necessità di dover usare parole, raccontare. Ma un racconto senza silenzio non avrebbe vita.

  2. monfilrouge ottobre 26, 2010 alle 10:16 am Reply

    ..a volta il Silenzio è una maschera ma altre volte una pienezza. La recensione è gustosa. Buongiorno.. ♥

  3. Juliettefree ottobre 26, 2010 alle 12:04 pm Reply

    Caspita, il tuo blog va letto con attenzione e va meditato… mi ci vorrà più che un'occhiata, credo…
    Intanto ti mando un saluto, a presto!

  4. vanny1 ottobre 27, 2010 alle 1:26 pm Reply

    sei troppo profondo oppure io troppo leggera, ma è bello comunque leggerti perchè il dopo è tutta riflessione.
    bacio

  5. fefelina ottobre 28, 2010 alle 11:05 am Reply

    Intanto grazie per l'invito. Ho trovato il tuo blog molto interessante anche perchè amo l'arte e la letteratura. In particolare scrivere e leggere sono le mie passioni.
    Mi piace molto questo brano e lo trovo molto bello. Quello che mi colpisce sono le parole.

    Federica

  6. yourcenar09 ottobre 30, 2010 alle 3:25 pm Reply

    Ho fatto bene ad inserire tra i miei link preferiti anche il tuo blog, mi aiuta a pensare. E pensare mi piace molto… (soprattutto quando c'è silenzio).

    Tornerò, bye!

  7. Lucybell ottobre 31, 2010 alle 2:41 pm Reply

    si dice che il silenzio fa piu' rumore di molte parole…
    molto profondo quello che scrivi.. specialmente per un ragazzo giovane come… come è stato detto in un altro commento.. va letto senza fretta… e senza leggerezza… buona domenica Lucy

  8. LastExile novembre 2, 2010 alle 11:39 am Reply

    Buongiorno,
    amo definirmi una lettrice di passaggio degli spunti, delle riflessioni e dei riflessi di vita altrui.
    Incappando in questa direzione, mi sono sentita in dovere di lasciare un commento a questa recensione che, indiscussamente, è stata scritta con raffinatezza d'intelletto e garbo di spirito.
    Buona giornata.

  9. ilary13190 novembre 3, 2010 alle 2:21 pm Reply

    "Non possono esserci discorsi senza parole, né parole senza un senso…"

    Lo trovo verissimo!

  10. laurabrus novembre 6, 2010 alle 3:30 pm Reply

    Esatto: la linearità non esiste, come non esiste LA VERITA': anche la storia ci ha ingannati …
    laura

  11. Nana. novembre 8, 2010 alle 6:21 pm Reply

    ho la brutta abitudine di leggere e apprezzare tanto i post di svariati blog, senza però riuscire a commentare in modo origniale, come fanno in molti …

    quindi mi limiterò a dire che ho apprezzato molto questo intervento e che , se la memoria mi aiuterà, proverò di seguire il tuo blog che pare davvero interessante 😉

  12. mirtilla318 novembre 9, 2010 alle 5:00 am Reply

  13. sallydasempre novembre 10, 2010 alle 12:37 pm Reply

    ciao,
    parole pesanti come macigni su tutti gli eventi e non diciamo una parola perchè il silenzio equivale a mille parole che diventano immagini di cosa sia l'uomo.
    un saluto affettuoso ad un amico di famiglia!

  14. sallydasempre novembre 10, 2010 alle 3:13 pm Reply

    L'amore non è la passione di un'istante né un'amicizia che muore o che nasce abbracciando la gloria di se', ma è quello che incide nell'anima i suoi perché.
    È la sosta che abbiamo il coraggio di fare, il tempo che dedichiamo a chi conta davvero.
    Amore e Amicizia hanno sempre il tempo di un sorriso, di un semplice… Come stai? Ci sono anche io… Eccomi sono qui.

    Ti ringraziamo

  15. Miele2 novembre 12, 2010 alle 6:11 pm Reply

    ciao grazie per avermi scritto.Piacere di conoscerti ,mi riprometto di andare a leggere i tuoi scritti un pò più accuratamente

  16. Cuoredivento novembre 12, 2010 alle 11:19 pm Reply

    Ciao Grazie per l'invito, appena posso passo per leggere, interessante il tuo blog, buonanotte

  17. Diaktoros novembre 17, 2010 alle 3:57 pm Reply

    A volte capita di scegliere il silenzio, quando tutti parlano tanto per parlare. Parlano tutti quelli che credono di aver trovato significati e verità assolute, ma quelli che hanno già perso le illusioni e che si trovano al di là dell'inganno, perché dovrebbero parlare?

  18. tolstoj76 novembre 18, 2010 alle 8:06 am Reply

    Diaktoros: perchè le illusioni hanno una loro necessità, se non altro tutta mentale; perchè se priviamo il mondo di un pizzico di idealismo, se togliamo agli esseri umani sentimenti ed emozioni, egoismi ed altruismi, ciò che resta del genere homo è un'immagine mostruosa.

  19. Diaktoros novembre 18, 2010 alle 3:46 pm Reply

    Sentimenti ed emozioni rimangono, tolstoj, nemmeno gli animali ne sono privi e l'uomo non è che un animale un po' più elaborato, solo che gli esseri umani hanno la capacità, qualche volta, di superare le loro stesse illusioni, di pervenire a un diverso stato di consapevolezza. Ma se raccontassero agli altri la loro verità, forse sarebbero presi per pazzi o scambiati per nemici. L'avvicinamento alla consapevolezza è lento e graduale nell'umanità, quanto è progressivo (con qualche regresso e ripensamento) e inevitabile. Nel frattempo, chi vuole credere ancora nei miti continui pure a farlo, per qualche secolo o millennio

  20. tolstoj76 novembre 19, 2010 alle 10:21 am Reply

    Diaktoros: chi crede nei miti ci sarà sempre; perchè i miti nascono da debolezze intrinsecamente umane; tuttavia, esiste un idealismo che si abbassa alla quotidianità e ne studia il senso… non dico che il senso ci sia, dico solo che è pù facile vivere cercando; in fondo si tratta di una droga… e le droghe, purtroppo, sono necessarie, anche a piccole dosi. Quanti riescono a guardare il mondo senza la minima illusione?

  21. whitoutme novembre 23, 2010 alle 8:11 am Reply

    "Aut tacere aut loquere melliora silentio" questa frase che davvero in soldoni significa "non parlare se quello che dici non migliora il silenzio" credo racchiuda tutto quello che sento nei riguardi del silenzio, che non credo e non sento come "vuoto", "assenza" ma come uno stato di grazia nel quale si sente tutta la potenza del pensiero e delle parole.

  22. QueenOfDrama novembre 30, 2010 alle 1:52 pm Reply

    Grazie dell'invito. Blog molto interessante il tuo, lascia molti spunti di riflessione…buona giornata!

  23. panthervale dicembre 3, 2010 alle 9:09 pm Reply

    "Ma Zarathustra non udì che essi tacevano. Piuttosto rimase a giacere muto, gli occhi chiusi, simile a un dormiente, sebbene non dormisse: egli infatti si stava solo intrattenendo con la sua anima. Allora l'aquila e il serpente, vedendolo così tacito, onorarono il grande silenzio attorno a lui e si allontanarono discretamente."

  24. MusE0 dicembre 15, 2010 alle 5:35 pm Reply

    Tutto è illusione!
    Non c'è qualcosa in questo mondo che non sia uno studiato meccanismo illusorio che mantenga ognuno al proprio posto senza via di scampo….
    Il silezio è l'effetto dell'impossibilità di vedere, rendersi conto, oppure ancora meglio combattere l'illusione, nonostante si percepisca!

    E' un lungo cammino, ma io scorgo l'alba

  25. utente anonimo gennaio 21, 2011 alle 9:16 pm Reply

    Dovrebbero parlare per ribellarsi, perché senza ribellione c’è accettazione e se non ci si riscuote, si soccombe. Se non si riflette, non si progetta, non si analizza e non si critica, allora si che si è estinti e disillusi.
    il silenzio va tutelato soprattutto in contrapposizione all’abuso gratuito di parole come riempitivo, ma la voce che sia illusione o verità è espressione di vita anche quando esprime smarrimento o sfuma verso un grigio declino.
    Personale riflessione, nel vostro dialogo(Diaktoros e tolstoj76 ) , che non mi ha lasciata indifferente e banalmente mi sono intromessa.
    Solo questo.
    Teresa

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