“Cos’è Barazov?”, Arkadij fece un sorrisetto.
“Zio, volete che vi dica cos’è di preciso?”
“Magari, caro nipote.”
“E’ un nichilista”
“Come?” chiese Nikolaj Petrovic, mentre Pavel Petrovic sollevò in aria il coltello con un pezzo di burro in punta alla lama e rimase immobile.
“E’ un nichilista” , ripetè Arkadij
“Un nichilista… “ disse Nikolaj Petrovic. “E’ dal latino nihil, nulla, a quanto ne so io. Quindi, questa parola indica una persona che… che non riconosce nulla?”
“Di’ piuttosto: che non rispetta nulla”, aggiunse Pavel Petrovic, e riprese ad occuparsi del burro.
“Uno che considera tutto dal punto di vista critico.”, osservò Arkadij.
“E non è lo stesso?” chiese Pavel Petrovic.
“No, non è lo stesso. Il nichilista è una persona che non si inchina di fronte a nessuna autorità, che non accetta nessun principio indimostrato, qualunque sia il rispetto che circonda il suo principio.”

(Ivan Turgenev – Padri e figli)

Barazov è un personaggio eccezionale. Viene fuori come un’ombra dal popolo di carta che abita la russia letteraria dell’Ottocento. Impossibile dimenticarlo tra i vari Kirillov, Bolkonskij, Pecorin. Ciò che rapisce è la sua modernità. O, se vogliamo, il suo essere incarnazione atemporale di uno stereotipo imprescindibile da ogni società umana. E la definizione di Turgenev, geniale nella propria essenza didascalica, continua ad essere esatta anche oggi.
La rivoluzione cui si accenna in “Padri e figli” (additata mirabilmente anche in altre opere dell’epoca: da “I demoni” di Dostoevskij agli scritti di Tolstoj) ha effettivamente travolto la russia zarista. Lo ha fatto nel sangue, con la forza brutale di un’arretratezza disperata (stordita dal sogno e dall’utopia). Poi il mondo è cambiato ancora.
Oggi, il pensiero nichilista non addita più conflitti generazionali e ha rinunciato al proprio spirito ribelle sposandosi (forse senza volerlo) con una tacita ipocrisia. Difficile dire a cosa creda veramente la gente. Salvo far quadrato attorno ad immortali valori religiosi e sociali nel momento in cui il proprio benessere venga minacciato da altre comunità o dinnanzi a tragedie personali come malattie e solitudine, la società occidentale lascia morire gli idealismi nel modo più perfetto possibile, con indifferenza. Tra le menzogne, appunto. Ripulendo questa affermazione da ogni accezione moralistica, resta un impellente bisogno di coerenza, quella virtù (immensa proprio nella misura della sua assenza) che il genere umano ha prudentemente lasciato nel dimenticatoio con instancabile solerzia. Personalmente, considero il nichilismo “cosciente” (cioè consapevole) apprezzabile, affascinante persino, mentre quello “incosciente” (tiepido, per usare un termine caro ai veneratori dell’Apocalisse di Giovanni) particolarmente dannoso.
Barazov e i suoi seguaci “coscienti” (considerati, a torto, un male da molti) hanno denunciato le contraddizioni della collettività e additato la fragilità emotiva della gente (magari disprezzandola) come il più pericoloso dei punti deboli umani. Del resto, non è facile smettere di credere all’oceano di bugie con cui siamo stati educati, a cui abbiamo creduto e che abbiamo fatto finta di rispettare. Specie se ciò che resta dopo la doverosa opera di “decostruzione” è poco o nulla. Tale processo, poi, diventa persino eroico quando si scontra con la solitudine che produce: solitudine metafisica (è evidente) ma anche umana (quotidiana persino). Una risoluzione tanto definitiva come la rinuncia alla proprie certezze costituisce il deterrente insuperabile per molti perchè allontana dal branco (forzando logiche ancestrali). Essa rappresenta inoltre il più grande pericolo per le classi dominanti: senso critico e potere sono acerrimi nemici, visto che l’uno sottrae all’altro i suoi strumenti di controllo.
Ma c’è un ulteriore punto su cui si sofferma Turgenev, ed è lo spessore tragico del nichilismo. Qualcosa che non può non affascinare l’artista e che è davvero difficile rendere in maniera più efficace:

“ […] i miei genitori sì che vivono bene! Mio padre a sessant’anni si da da fare, parla di ‘palliativi’, cura la gente, è generoso con i contadini, insomma se la spassa. E anche mia madre vive bene: la sua giornata è talmente zeppa di faccende di ogni tipo, di ‘ah!’ e di ‘oh!’ che non ha neppure il tempo di pensare; mentre io…”
“Mentre tu?”
“Io penso: ecco me ne sto qui sotto una bica… Il posticino stretto stretto che occupo è talmente minuscolo in confronto al resto dello spazio in cui non sto e in cui nessuno sa niente di me… e la porzione di tempo che riuscirò a vivere è così insignificante rispetto all’eternità prima di me e dopo di me… E in questo atomo, in questo punto matematico circola il sangue, il cervello lavora, vuole anche qualcosa… Che cosa mostruosa! Che razza di sciocchezze!”
“Ma scusa, quello che dici riguarda in generale tutti gli uomini…”
“E’ vero”, lo interruppe Barazov. “Io volevo dire che loro, i miei genitori cioè, sono affaccendati e non si preoccupano della propria nullità, non ne sentono la puzza… mentre io… io provo soltanto noia e rabbia.”
“Rabbia? Perché rabbia?”
“Perché? Come perché? Hai dimenticato?”
“Ricordo tutto, però non ritengo che tu abbia il diritto d’arrabbiarti. Sei infelice, d’accordo, ma…”
“Eh! Ma tu, Arkadij Nikolaevic, a quanto vedo intendi l’amore come tutti i giovani moderni: pio, pio, pio gallinella, ma non appena la gallinalla incomincia ad avvicinarsi, via a gambe levate! Basta però. E’ vergognoso parlare di cose per le quali non c’è rimedio.”

(Ivan Turgenev – Padri e figli)


Annunci

26 thoughts on “

  1. maestra74 febbraio 28, 2011 alle 9:29 pm Reply

    Ti ringrazio dell'invito! Vedo che ti interessi di letteratura,perciò il tuo nikname Tolstoi?
    Se ricambi la visita nel mio blog, mi fai il piacere di dirmi se sono visibili i post  e con quale browser navighi, dato che alcuni miei visitatori si lamentano di alcune anomalie.
    A presto!

  2. pietroatzeni marzo 1, 2011 alle 4:56 pm Reply

    Ho letto "Padri e figli" tanti anni fa quando il mondo che rappresentava era ancora molto vicino  a quello della nostra realtà quotidiana. E' tutto cambiato ormai e nichilista in fondo non indica più niente perché niente più c'è da distruggere, anche in senso positivo. Tutto evolve, o involve e non sempre in meglio e le parole ne indicano l'inequivocabile decadenza. Turgenev sublime narratore di quando l'uomo era ancora l'uomo e non questa pantomima tanto cara al potere che neppure s'accorge di essere un burattino muovendosi e agitandosi a comando… Un abbraccio e buona serata. Pietro. 

  3. tolstoj76 marzo 2, 2011 alle 8:53 am Reply

    pietroatzeni: io credo semplicemente che la maggior parte della gente è nichilista e non se ne rende conto… salvo inorridire (a parole) quando qualcuno dichiara: "sono nichilista" o "sono ateo" o sono qualsiasi cosa venga insegnato sia bene non essere.

  4. maipersempre marzo 7, 2011 alle 9:12 am Reply

    non è da tutti essere autocritici…occorre una consapevolezza di sè che non sempre si ha voglia di avere…

    bel post…

  5. elos marzo 7, 2011 alle 9:48 am Reply

    Padri e figli. Letto e riletto nei miei 14 anni. Nascosto sotto i libri di chimica e latino. E ancora a margine stanno le annotazioni, le domande, versi spezzati. Un libro tanto delicato quanto potente.

  6. pitunpi marzo 7, 2011 alle 3:16 pm Reply

    Ho cominciato a leggere,scettica.

    Ed invece mi è piaciuto tantissimo.

  7. fulvialuna marzo 14, 2011 alle 10:41 am Reply

    Ho letto questo libro troppi anni fa, giovanissima…..ci leggevo il contrasto generazionale, un contrasto di valori che può essere, a volte, l'unico contatto possibile tra due mondi diversi: uno che lascia entrare nella vita solo ciò che si è vissuto e che è stato insegnato, anche se ti toglie la libertà (senza esserne consapevoli), l'altro che si apre e tenta il salto verso il diverso.
    Dovrei rileggerlo perchè penso che cambierei la mia opinione alla luce della mia maturità (?).  

  8. lavedovallegra marzo 14, 2011 alle 10:48 am Reply

    Angelo,

    Auguri di buon compleanno da tutta la mia famiglia.
    Con affetto

  9. lavedovallegra marzo 14, 2011 alle 10:49 am Reply

    Auguri!

  10. lavedovallegra marzo 14, 2011 alle 10:53 am Reply

    I

    finalmente!

  11. filminstreaming marzo 15, 2011 alle 3:41 pm Reply

    ciao 🙂 hai davvero un bel nick!

  12. myca marzo 16, 2011 alle 9:48 am Reply

    grazie per il passaggio, sei complesso qui nul wordofblog, io sono frivola, già e' tutto cosi' complicato..ti saluto. good luck.

  13. lastthelost marzo 22, 2011 alle 8:33 am Reply

    Bel racconto !!! Ma credevo che come uguali obiettivi avessimo ,la guerra e la tragedia del Giappone.Mi farebbe piacere se mi dessi una tua opinione su ciò che ho scritto a proposito della guerra. Ciao

  14. Cuoredivento marzo 22, 2011 alle 6:48 pm Reply

    Ciao grazie del'invito, vedo che sei un appassionato di letteratura, molto bello e interessante. Scusa se passo di fretta ma ho i pc rotto e lo stiamo sistemando. a presto.

  15. Lynda marzo 28, 2011 alle 1:13 pm Reply

    Grazie dell'invito. Letteratura russa e un quadro espressionista, qualcuno ha dei gusti in comune con me, meno male. Passa a trovarmi quando vuoi.
    Lynda

  16. dark80ness marzo 31, 2011 alle 7:03 pm Reply

    eccomi per un saluto veloce!!!!! ciaooooooooooooooooo

  17. ChiaraPeyton aprile 2, 2011 alle 9:35 am Reply

    Grazie per avermi invitata nel tuo blog!
    E' molto molto interessante e sono sicura che continuerò a seguirlo.

  18. Diaktoros aprile 2, 2011 alle 10:23 pm Reply

    Molti pensano di essere nichilisti o lo sembrano; in realtà sono soltanto insicuri. D'altra parte non potrebbe essere diversamente, se ci si rende conto di vivere in un mondo di cui si conosce solo un'infima parte

  19. tolstoj76 aprile 5, 2011 alle 9:08 am Reply

    Diaktoros: secondo me è il contrario, molti pensano di non essere nichilisti e lo sono… una gran parte di quelli che si definiscono "cattolici non praticanti" per esempio.

  20. Diaktoros aprile 5, 2011 alle 2:28 pm Reply

    I cattolici non praticanti sono come dei calciatori che vanno allo stadio per guardare le partite o dei casanova che si limitano a procurarsi filmini porno: non sono veri nichilisti, ma nemmeno veri credenti. Quello che volevo dire è che non è importante quello che si dichiara o si crede di essere, ma come si agisce e, in quest'ottica, devi ammettere che ci sono pochissimi credenti, ma anche che c'è un numero modesto di veri e coerenti nichilisti.

  21. tolstoj76 aprile 5, 2011 alle 3:19 pm Reply

    Diaktoros: convengo che la coerenza si accorda poco con le cose umane 🙂

  22. ..buia.. aprile 12, 2011 alle 11:07 am Reply

    Ciao Angelo…posso chiamarti così?…. Mi ritengo nichilista da sempre e non ho problemi a dirlo. Non sono cattolica, non vado in chiesa e me ne vanto!…Credo solo in me stessa…qualche volta!

  23. vanessacinese aprile 18, 2011 alle 3:21 pm Reply

    ho visto ke mi hai invitat al blog l'ho visto adesso che da un pò che non mi collegoooo!!!! sucsaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  24. Rosadea82 aprile 21, 2011 alle 1:17 pm Reply

    …. Complimenti….

  25. Shante aprile 21, 2011 alle 9:44 pm Reply

    grazie x l'invito.
    complimenti, hai un blog molto interessante.

  26. fulvialuna aprile 23, 2011 alle 8:23 pm Reply

    Serena Pasqua.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: