“… dentro di me penso di poter scrivere qualunque cosa, anche se è impossibile e anche se non è vera.
In genere mi accontento di scrivere nella testa. E’ più facile. Nella testa tutto si srotola senza difficoltà. Ma una volta scritti i pensieri si trasformano, si deformano, e tutto diventa falso. A causa delle parole.
Dovunque mi trovi, scrivo. Scrivo mentre vado verso il bus, scrivo nel bus, nello spogliatoio degli uomini, davanti al mio macchinario.
Il guaio è che io non scrivo ciò che dovrei scrivere, scrivo qualunque cosa, cose che nessuno può comprendere e che nemmeno io comprendo. La sera, quando ricopio quello che ho scritto nella mia testa durante la gioranta, mi domando perché ho scritto tutto ciò. Per chi, e per quale ragione?”

(Agota Kristof – Ieri)

Pensare il mondo scrivendo è un vizio comune a tutti gli scrittori, forse alla maggior parte degli uomini. Sicuramente alcuni indugiano in questa pratica con una certa insistenza e credo di essere uno di loro: troppe volte ho sorpreso me stesso nel racconto di immagini con cui popolare flussi assolutamente mentali. Appena arrivato a Milano, per esempio, (de)scrivevo ogni mattina il percorso da casa a lavoro e non finivo di stupirmi per il colore delle foglie in autunno o del velo di gelo che le rendeva simili a cristalli.
Proporre queste righe di Agota Kristof, una scrittrice ungherese scomparsa di recente, mi è sembrato un modo perfetto per “ricominciare” dopo l’inevitabile cambiamento di piattaforma causato dalla chiusura di Splinder. Il mio vecchio blog si è rivelato un compagno discreto per anni e, scorrendone le pagine (traslate in questa sede sotto una nuova veste), non posso proprio fare a meno di legarle a fatti più o meno belli della vita. Qualcuno ha scambiato e continua a scambiare le cose che scrivo per un semplice collage di parole. La speranza è che ci sia davvero di più. Dovrebbe risultare evidente la volontà di discutere, dare stimoli, spingere alla scoperta di autori del presente o del passato che non fanno necessariamente classifica e, perchè no, di far leggere qualcosa di personale. Gli anni “splinderiani” sono stati molto intensi. Devo dire, con un pizzico di amarezza, di averli passati, mio malgrado, a de-costruire ciò che credevo giusto. Oggi ho poche verità da offrire. La cosa che mi rattrista maggiormente è misurare l’individualismo assoluto della gente: la facilità con cui tutti fuggono il dialogo per trincerarsi nel proprio buco di mondo. A volte ho la sensazione che proporre una conversazione onesta, un rapporto umano, persino la fugace combinazione di una chiacchierata “da bar” venga tradotto come una minaccia per la serenità o un mezzuccio escogitato a chissà quale scopo. Che fine ha fatto la nostra umanità? Si è rintanata nei gadget tecnologici che rincorriamo continuamente o è stata calpestata dalle suole delle scarpe griffate che siamo costretti a portare? Per quanto mi sforzi non riesco a sentirmi parte di certe logiche. E rimarcarlo allontana la gente. Ho provato varie volte a dirlo tra le righe ma, forse, il momento richiede una riflessione esplicita. Spesso ho usato parole di altri, ogni tanto mie. In entrambi i casi, la scrittura è stata un lavoro faticoso, perchè non sono uno che divora le cose e non amo i puri esercizi di stile. Ho preferito periodi di prolungato silenzio a poco significativi riempipista e lo spettro del foglio bianco ha colpito anche me. Eppure sono ancora qui con la speranza di offrire ai passanti qualche bella scoperta e il desiderio di farne di nuove. Allora, non mi resta che augurarvi buona lettura!

“- Io non ho una grandissima cultura, ma ho letto molto e scritto molto. Per diventare uno scrittore bisogna solamente scrivere. Certo, capita che non si abbia niente da dire. E a volte, anche quando si ha qualcosa da dire, non si sa come dirlo.
– E alla fine cosa ti resta di ciò che hai scritto?
– Alla fine niente o quasi niente. Un foglio o due con il testo e il mio nome scritto in basso. Raramente, perché brucio tutto quello che scrivo. Non scrivo ancora abbastanza bene. Più tardi scriverò un libro, non lo brucerò e lo firmerò…”

(Agota Kristof – Ieri)

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57 thoughts on “

  1. alice febbraio 9, 2012 alle 5:43 pm Reply

    Tante riflessioni e tante parole.Ma lo scivere è un piacere e ci ci va e ci fa bene….perchè non farlo ?Cosa ci importa degli altri ….. Un abbraccio

  2. Χίμαιρα febbraio 10, 2012 alle 2:32 am Reply

    A volte manca poco che io non parli enunciando anche la punteggiatura che metterei se stessi scrivendo. Indubbiamente spesso la penso, anche in istanti comuni come può essere poggiare un bicchier d’acqua su di un tavolo assolato. 

     Scrivo tanto, faccio tante istantanee della vita, e poi a chi mi conosce nel mondo reale non racconto mai nulla. Probabilmente perché non è semplice trovare qualcuno che possa condividere ciò che davvero sente l’anima. Mi sembra che molti ne siano spaventati, e preferiscano vivere e vedere le cose ad un livello molto più concreto e di superficie.
    E tutto sommato sono sempre più convinta che siano più felici loro.
     

  3. tolstoj76 febbraio 10, 2012 alle 9:47 am Reply

    Non so cosa sia scrivere… e definire qualcosa vuol dire limitarla proprio perchè si cerca di definirne i contorni. Credo che si scriva per varie ragioni e con stati d’animo diversi.

  4. tolstoj76 febbraio 10, 2012 alle 9:48 am Reply

    Sì, non è semplice condividere ciò che sentiamo ed è necessaria un’empatia naturale; non credo che tenersi tutto dentro renda felici; probabilmente è uno scudo efficace… ma se non mostriamo chi siamo, come possiamo riconoscere quelli che ci sono affini? Una strenua difesa della propria umanità è tutto sommato stupida; e mi angustia rilevarla nella gente, anche perchè tutti finoscono per lamentarsi di non essere capiti; ma com’è possibile capirsi se non ci si spiega?
     

  5. Χίμαιρα febbraio 10, 2012 alle 10:58 am Reply

    Come è possibile che gli altri li capiscano, se non si capiscono da soli?
    Però per chi riesce a parlare con se stesso tutta questa autodifesa fa male. Tanto anche fingendo di essere altro da ciò che si è non si riesce ad essere felici.
    Varrebbe quindi la pena essere sempre noi, e al diavolo il resto del mondo.
     

  6. tolstoj76 febbraio 10, 2012 alle 11:09 am Reply

    Concordo 🙂 quanto al capirsi… io ci ho rinunciato 😀

  7. giuli febbraio 11, 2012 alle 12:48 pm Reply

    molto interessante!!! amo leggere :))
    ho iniziato a scrivere il libro dei miei pensieri e non lo brucerò!
    un felice fine settimana, carissimo**

  8. Lynda febbraio 11, 2012 alle 6:26 pm Reply

    Pensare il mondo scrivendo.
    E’ una bella definizione.
    Vera per molti hai detto. Non saprei. Mi accontento di dire che è vera per me.
    Cose da scoprire ce ne sono sempre tante, spero solo che siano scoperte gradite.
    L.

  9. Delilah febbraio 20, 2012 alle 10:20 am Reply

     Scrivere è indiscutibilmente un bisogno, per molti di noi. Meno aspettative si nutrono, poi, su ciò che scriviamo e meglio è. I pensieri e le parole più spontanee filtrano proprio nelle pagine dei diari e dei blog, accessibili solo a sconosciuti che per qualche istante vengono catturati dai nostri pensieri e vi si immergono. Scrivere è un dono bellissimo, per chi lo fa e per chi lo riceve, ed è anche un piccolo rifugio personale da questo mondo fatto di apparenze e chiacchiere inconsistenti che tu stesso descrivi. Scrivere, infine, è la nostra chiave d’accesso alla libertà, la libertà di colorare giorno per giorno il mondo che ci circonda e le nostre esperienze passate. In un certo senso è anche un modo per trovare un senso a tutto, momenti belli e brutti. Scusa, mi sono persa nei miei deliri 🙂
    Deli

  10. WandaT febbraio 20, 2012 alle 10:58 am Reply

    quando scrivi con il cuore e rileggi i tuoi pensieri spesso ti meravigli di aver detto le cose come mai avresti pensato di saper fare … credo che questa sia magia che incanta!

  11. tolstoj76 febbraio 20, 2012 alle 11:09 am Reply

    Non credo tu ti sia persa nei deliri… direi anzi che condivido la tua analisi, forse manca una cosa che rende la scrittura simile alla paternità (o alla maternità): ed è il desiderio di prolungare attraverso qualcosa la propria esistenza nel tempo, oltre la morte… un gioco stupido, ma quando non si hanno altre carte, si finisce sempre per barare 🙂
     

  12. tolstoj76 febbraio 20, 2012 alle 11:15 am Reply

    penso che scrivere aiuti a perfezionare i pensieri, perchè li fa vedere dall’esterno; e ne offre anche una foto del passato quando si rilegge ciò che si è scritto molto tempo prima.

  13. Lilabella febbraio 20, 2012 alle 6:37 pm Reply

    Credo sia giusto quello che ha detto Alice, scrivere è una necessità per chi ama scrivere, fa sentire bene e forse dovremmo infischiarcene di ciò che pensano gli altri ma guardare più dentro noi. La scrittura è una cosa che incanta e che dà vita! 🙂

  14. nuvolaesule febbraio 21, 2012 alle 6:45 pm Reply

    lasciare una traccia di sè… è ciò che sto facendo io… non qui, non ho salvato nulla nè di bbash nè di splinder… ma con carta penna e vecchie foto di famiglia… per non morir del tutto, perchè qualcosa di me e dei miei e del loro tempo continui a vivere…
    una speranza assurda, lo so, irragionevole, una specie di sfida alla "grande mietitrice"…

  15. SAMOTHES febbraio 22, 2012 alle 9:43 am Reply

     Scrivere è un modo per vivere e come non c’è una spiegazione limpida al perchè si vive, non ve ne sarà nemmeno una al perchè si scrive. Quindi i perchè non sono essenziali in tal senso. Il modo in cui si vive ed il modo in cui si scrive invece, credo di sì, che siano essenziali. Io so solo che scrivere fa bene, come leggere quando si incontrano letture capaci di illuminare la vita. Se si incontrano queste letture il merito è di chi le sa scrivere. 🙂 Sono sempre molto grata a chi scrive in un certo modo.

  16. Flyinlife febbraio 23, 2012 alle 10:13 pm Reply

     Mi piace molto ciò che scrivi; credo il dialogo spaventi..più che il confronto talvolta spaventa lo scoprirsi, il lasciarsi conoscersi…non credi?
    Un caro saluto.
     

  17. tolstoj76 febbraio 24, 2012 alle 10:28 am Reply

    spigarsi e quindi conoscersi è lo scopo + ancestrale del linguaggio… e poi, la maggior parte della gente si lamenta della solitudine, ma come si può sperare di condividere qualcosa non raccontando chi siamo?
     

  18. logosritmoio febbraio 24, 2012 alle 11:15 am Reply

    diciamo che è più facile "scriverlo" nella propria testa che non scriverlo veramente su una pagina bianca.

  19. tolstoj76 febbraio 24, 2012 alle 11:21 am Reply

    la differenza che passa tra le due cose si riassume nell’essere scrittori 🙂
     

  20. logosritmoio febbraio 24, 2012 alle 11:54 am Reply

    ok ma ad esempio, chi scrive poesie ciò la testa vuole esprimere lo può fare anche con metafore o personificazioni cosa che nel racconto non sempre avviene e comunque il discorso che ci facciamo nella nostra testa deve anche avere poi un suo senso logico. "Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare". Sebbene io al tempo degli anni splendidi di splinder un paio di racconti li produssi ora come ora sono più propensa a scrivere poesie o pensieri.

  21. tolstoj76 febbraio 24, 2012 alle 12:50 pm Reply

    anche nella prosa c’è spazio per le metafore… hai mai letto Gesualdo Bufalino? Ti consiglierei Diceria dell’untore… occhio che non è una lettura facile 🙂

  22. maestra74 febbraio 24, 2012 alle 6:42 pm Reply

    Anche tu su iobloggo! Felice di  ritrovarti! Ciao
     

  23. Yemaya febbraio 24, 2012 alle 7:33 pm Reply

     Sono passata…ben trovato su iobloggo

  24. doraforino febbraio 25, 2012 alle 12:45 pm Reply

    Caro amico, dare una  definizione alla scrittura e a quel  desiderio di esercitarsi quotidianamente, è prima di ogni cosa la voglia di capirsi e capire che la vita è conoscenza: e la conoscenza è cultura.
    E allora ecco ,che tante cose che sfuggono per mancanza di tempo, di conoscenza , di apprendimento., incominciano ad interessarti  E poi lo scibile umano è immenso…e allora scatta questa voglia di erudirti, incominci a leggere di tutto. Più acquisisci conoscenze , più ti erudisci.
    Parafrasando il grande Eduardo De Filippo :"anch’io affermmo ;"gli esami non finiscono mai! "
    Un caro  saluto!
    Dora

  25. Meet Mrs B. febbraio 27, 2012 alle 3:35 pm Reply

    Io scrivo di getto,quando ho tempo appena posso ,ovunque mi trovo ho a portata di mano un ‘oggetto atto allo scrivere. E’ terapeutico per me…
    Io ci ho provato spero di non essere andata fuori tema

  26. tolstoj76 febbraio 27, 2012 alle 3:42 pm Reply

    Sei andata benissimo 😀 E poi questo è uno spazio libero, si può parlare di ciò che si vuole…

  27. **BENEDETTA** febbraio 28, 2012 alle 3:38 pm Reply

    SEI BRAVO NELLO SCRIVERE INVECE E MOLTO PROFONDO. NON TI AVEVO MAI LETTO MA LEGGERTI E’ STATO UN PIACERE. kISS AND LOVE BY BENEDETTA.

  28. StellinaAzura febbraio 29, 2012 alle 11:49 am Reply

     Bel blog, grazie dell’invito 🙂 Anche io trovo più facile scrivere nella mia testa, ed uso il blog per provare ad essere un po’ meno falsa quando i pensieri devo srotolarli fuori 🙂
    Un saluto!

  29. jessicamonroe febbraio 29, 2012 alle 5:47 pm Reply

     Straordinaria sensibilità..
    JM

  30. tolstoj76 febbraio 29, 2012 alle 6:05 pm Reply

    chi lo sa… non ci capisco niente di me…

  31. Lucy tra favole e realtà marzo 2, 2012 alle 7:43 am Reply

     penso sia piu’ facile tradurre in parole le proprie sensazioni ed emozioni in un blog che nella vita reale… e questo ci fa  tutti un po’ bugiardi…
    bellissimo blog e bellissima introspezione…

  32. theallamente marzo 2, 2012 alle 3:58 pm Reply

    si scrive e si scrive e si scrive anche sul proprio scrivere. Si pensa e si pensa sul proprio pensare. Per quanto mi riguarda, scrivo cazzate fantasma apprezzando la consapevolezza di chi scrive DAVVERO. E dunque apprezzo ciò che leggo qui (e leggo davvero)
    baci

  33. Dolcelei marzo 2, 2012 alle 4:05 pm Reply

    C’è un bisogno innato dentro di noi di scrivere e comunicare. Non mi domando mai chi leggerà…se qualcuno passerà sul mio blog, ha poca importanza per..e meno male credo, altrimenti avrei già mollato tutto. Un abbraccio carissimo amico. ^_^

  34. tolstoj76 marzo 2, 2012 alle 4:57 pm Reply

    Dolcelei: che bello rivederti… grazie della visita… 🙂

  35. ilaevin marzo 8, 2012 alle 5:07 pm Reply

     O là! Fobia della pagina bianca passata 
    La Agota Kristof è una scrittrice spettacolare, era … 

  36. mariella marzo 8, 2012 alle 5:52 pm Reply

    Grazie, i tuoi pensieri sullo scrivere sono dentro noi anche io scrivo per esprimere cio’ che il cuore mi detta…e dopo mi sento bene, libera…a volta nella vita non ci si puo’ sempre esprimere..grazie a tutti gli amici di io.bloggo grazie del vostro cuoreUn sorriso a te caro Tolstoj

  37. stranestorie marzo 8, 2012 alle 8:15 pm Reply

    Ognuno guarda le sue ossa. La scrittura si dissemina e avremo centinaia, anzi migliaia, di Manzoni, di Pirandello e di Moravia. Il punto d’arrivo sarà che ognuno sarà pubblico di se stesso.
     

  38. Demetrablu marzo 8, 2012 alle 11:05 pm Reply

    Cercare anche un semplice dialogo con gli altri a volte non è facile, il vero e proprio rapporto umano è una merce rara, ma la cosa importante è che anche se difficile da trovare ancora esista..
    Un caro saluto!

  39. tolstoj76 marzo 9, 2012 alle 9:47 am Reply

    forse questa è la grande liberazione di pensiero della Rete… o anche semplicemente del singolo individuo…

  40. tolstoj76 marzo 9, 2012 alle 9:49 am Reply

    i tentativi di cui parli credo abbiano imbrattato le pagine di questo blog con una certa insistenza… però, secondo me, ne vale sempre la pena.
     

  41. vladie marzo 9, 2012 alle 9:54 pm Reply

    Ho letto con attenzione l’analisi che hai fatto sullo scrivere (perché, a che scopo, e la sensazione di fare qualcosa che non interessi nessuno)
    Io scrivo da quando ho imparato il codice di lettura e scrittura e mai una volta ho pensato che potesse interessare gli altri. Anzi, una volta ho scritto con chiarezza a mia madre che provavo un grosso disagio ad essere sballottata in paesi e istituzioni diverse a causa della scuola (avevo undici anni) e non se ne preoccupò minimamente: come non avessi scritto nulla : ) mia madre mi amava, ma non le importò niente … figurati gli altri : )
    Da allora scrissi ancora di più, tutti i giorni, ma sempre per me. Mi facevo coraggio, mi invitavo alla calma e mi davo del tu : )

    Viviamo in una grande solitudine, abbiamo preso tante di quelle precauzioni che una cella di isolamento in galera a volte è migliore.

    Ho visto una signora morire di depressione a 90 anni. Per anni le ho telefonato, preparavo i biscotti e glieli portavo. Eppure tante volte mi diceva: "Adesso non venire, ho la casa in disordine" oppure "Un’altra volta, ora ci sono mie sorelle"  oppure "Stai attenta che non ti veda la vicina"… si faceva certi pianti a volte, ma non capivo perché si rinchiudesse.
    E fu così che nessuno insistette più e morì sola.
    Non chiedermi perché, non lo so.

    Io ho provato su splinder, si era bello, ad un patto. MAI dovevo toccare certi argomenti: tabù. Certe domande che ti fai, e che tutti si fanno nella vita, perché sono esistenziali, pare non possano essere condivise…Mi compariva nei commenti turpiloquio e immagini oscene, puntualmente. Non li toccai più
    Allora aprendo timidamente questo blog, ho pensato che avrei toccato anche gli argomenti "proibiti", le esperienze che mi fanno pensare,  le sensazioni che mi danno, a volte contrastanti, ma sentite.
    Ho messo delle vele, segno di libertà e sono pronta a restare assolutamente SOLA, non letta, non mi importa più. Ero diventata un distributore di gif e mi sono stufata.
    Un carissimo saluto : )) Vladie

     

  42. anonimo marzo 11, 2012 alle 8:51 pm Reply

    Mi trovi d’accordo vale sempre la pena cercare un dialogo e se possibile instaurare un buon rapporto con il prossimo.
    Buona serata!

  43. Demetrablu marzo 11, 2012 alle 9:03 pm Reply

    Sono io l’anonimo, pardon : )

  44. paoladazero marzo 12, 2012 alle 8:43 am Reply

    capisco ma per quanto mi riguarda è molto una questione di tempo a disposizione…sarebbe bello trascorrerlo scrivendo e leggendo e commentando i blog preferiti ma…e tutto il resto chi lo fa? comunque sono contenta di aver scoperto il tuo blog che mi pare alquanto di spessore, che è quello che cerco…spessore!

  45. parolesemplici marzo 13, 2012 alle 3:03 pm Reply

    Grazie…………. 😉

  46. Tre Vølte Nerã marzo 14, 2012 alle 10:56 am Reply

    Non conoscevo questa scrittrice, ma condivido alcune sue parole e mi piace molto il suo modo di esprimersi. Approfondirò 🙂

  47. Ladyelly marzo 19, 2012 alle 6:42 pm Reply

    La passione è l’arma più potente dell’amore!Ti auguro una buona settimana e un abbraccio grande !! Bacio Elly

  48. marzo 22, 2012 alle 2:21 pm Reply

     Già…è facile bloccare il dialogo.
    Fa un po’ senso, soprattutto in treno.
    Il cellulare, il lettore mp3, un libro…
    Ma se uno vuole intraprendere una conversazione, negli ultimi due casi potrebbe chiedere cosa si ascolti, o cosa si legga.
    Nel caso del cellulare invece no…ecco, quello sì, dà fastidio.
    Il cellulare mi dà fastidio :p

  49. tolstoj76 marzo 22, 2012 alle 3:05 pm Reply

    . A me anche il lettore mp3 infastidisce… infatti in metro sono un tipo da libro… chi l’avrebbe mai detto, eh? ahah
     

  50. Liliana Batà marzo 26, 2012 alle 11:04 pm Reply

    Hai notato che talvolta mentre t’illudi di poter parlare con le persone che ti vivono accanto, manco apri bocca e squillano i cellulari? e tu aspetti che smettano ma subito un altro squillo che…sarebbe ora d’imparare  a difendersi da questa iattura…Ti saluto amico, con un sorriso Lili.

  51. tolstoj76 marzo 27, 2012 alle 10:23 am Reply

    è triste lo so… poi la gente si lamenta anche per la propria solitudine, ma nessuno di noi smette mai di essere corresponsabile dei propri mali.
     

  52. maestra74 aprile 7, 2012 alle 10:12 pm Reply

     Ho letto questo tuo bellissimo post sulla scrittura …per me scrivere è soprattutto un bisogno di comunicare, intanto "uso parole di altri"

    « Senza la scrittura le parole non hanno presenza visiva, possono solo essere "recuperate", "ricordate". »

    (Walter Ong)

     

     
     

  53. tolstoj76 aprile 10, 2012 alle 10:54 am Reply

    molto vere le parole che citi… grazie della visita…
     

  54. altereghi maggio 22, 2012 alle 6:40 am Reply

     Ciao, anch’io ero su Splinder con altra identità e non ci siamo mai incrociati finora.
    Faccio un primo commento per ricordarmi del blog (poi ci torno), intanto incamero le parole della Kristof, che si incastrano come pezzi di puzzle nella mia ricerca presente.
    Dico inoltre che la mia voglia di scrivere è sempre stata voglia di capire, che le parole mi hanno sempre cullato, lenito e depistato, ma soprattutto che lo scrivere mi ha permesso attraverso onestà e sincerità di cercare di adempiere il mio compito vitale.
    A presto.

  55. tolstoj76 maggio 22, 2012 alle 5:23 pm Reply

    grazie della visita… passa quando vuoi, spero che troverai spunti interessanti…
    p.s. splinder un po’ mi manca.
     

  56. adelieh luglio 1, 2012 alle 10:27 pm Reply

     Invece scrivi bene. Chi ha definito la tua scrittura "un collage di parole" è un semplice 🙂

  57. sensibilissima luglio 31, 2012 alle 4:19 pm Reply

    Io ho iniziato a scrivere pensando che potessi dentro di me sentirmi meglio e invece non è stato cosi, comunque a parte ciò sò con certezza che non riuscirò mai ad abbandonare per sempre la scrittura. Complimenti davvero per la riflessione scelta Ciao carissimo

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