Toulouse_Lautrec_Jane_Avril

“Una donna alta, ricciuta, spigolosa, sempre sull’orlo di un attacco nervoso, la cui magrezza crudele era così in disaccordo con una vorace golosità. Le sigarette sottili che aveva sempre in mano erano esteticamente congrue alle dita ossute e acuminate. Certe volte, a guardarla in controluce, avresti detto
che si trattava di uno scheletro fumante. Altre volte, sotto le spietate luci al neon della cucina dei Pontecorvo, poteva sembrarti una di quelle tenutarie dipinte da Toulouse-Lautrec.
(…)
I suoi urticanti ragionamenti, al contrario di quelli del marito, erano sostenuti soprattutto dal vigore dei pregiudizi e dalla ferocia dei nervi spezzati. La fica, pensava certe volte Leo. E’ la fica, l’organismo più
capriccioso inventato da madre natura, che la fa parlare.”

(Alessandro Piperno – Persecuzione)

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