Ajvazovskij_Mar_Nero_di_Notte

“- (…) Provo orgoglio davanti agli uomini, serpenti sempre pronti a drizzarsi contro chi li sorpassa, e senza schiacciarli con il piede, ma lo depongo davanti a Dio che mi ha tolto dal niente per farmi quel che sono.
(…)
– Anch’io, come accade a ogni uomo almeno una volta nella vita, fui trasportato da Satana sul più alto monte; là egli mi mostrò il mondo intero e mi disse, come a Cristo: “Su, figlio degli uomini, che cosa chiedi per adorarmi?”. Riflettei a lungo perchè da molto tempo ero divorato da una terribile ambizione, poi risposi: “Ho sempre sentito parlare della Provvidenza, ma non l’ho mai vista ne ho mai visto qualcosa che le assomigli, il che mi fa credere che non esista. Voglio essere la Provvidenza perchè non conosco nulla al mondo di più bello, di più grande, di più sublime che ricompensare e punire”. Ma Satana abbassò la testa sospirando. “Ti sbagli,” mi rispose “la Provvidenza esiste, ma non la vedi perchè essendo la figlia di Dio, è invisibile come suo padre, e non hai visto nulla che le assomigli perchè agisce in segreto, con mezzi nascosti e oscuri; tutt’al più posso farti il suo agente.” Concludemmo il patto: forse io perderò l’anima ma non importa: per me e stato un buon affare.”

(Alexandre Dumas – Il conte di Montecristo)

Alcune pagine indimenticabili svelano il doloroso destino di Edmond Dantés, oggetto di un complotto che culmina con il suo arresto. Per sopravviere alla disperazione di una prigionia durata quattordici anni, non resta gli che ripartire dai sentimenti. Così la vendetta anima l’eroe di Dumas con una forza disumana che lo rende strumento cosciente della Provvidenza.
Il Conte di Montecristo racconta la radicale metamorfosi prodotta dalla sofferenza con la mancanza di realismo tipica dei romanzi di appendice, accompagnando il lettore attraverso una rocambolesca serie di avventure nell’Europa dell’Ottocento. La notevole efficacia narrativa bilancia un ostinato moralismo. E il modo in cui la silente giustizia divina opererebbe nell’ombra per riequilibrare le miserie degli uomini fa sorridere senza smettere di avvincere. Allora non resta che tuffarsi tra le righe di questo libro irreale e retorico che si lascia sorbire con voracità, forse proprio per la capacità di evocare una favola alla quale non ha mai creduto nessuno.

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2 thoughts on “

  1. paroleacapo aprile 5, 2014 alle 10:25 pm Reply

    L’ha ribloggato su cristina capodaglio.

    • tolstoj76 aprile 7, 2014 alle 8:29 am Reply

      Non credo ci siano persone che accettino di buon grado le ingiustizie, specie quelle sulla propria persona. E la vendetta non viene forse accettata dai cristiani quando è operata da dio?

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